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Calcio a 5, la Nuova Juventina riparte decisa dal settore giovanile

Raccontano il progetto veregrense il presidente Brasili e il vice Luciani

MONTEGRANARO. Dopo aver vissuto le emozioni del Calcio a 5 sino all’apice della Serie B, toccata nei lustri alle spalle con la relativa Prima Squadra sotto la sigla Juventina (in quanto legata allo Juventus Club “Andrea Fortunato” di Montegranaro) adesso, sotto una rinnovata veste societaria, la Nuova Juventina si appresta invece a ripartire per il secondo anno consecutivo di attività giovanile. Ad illustrarci il progetto ecco le parole del Presidente Augusto Brasili (nella foto, a sinistra, insieme a Roberto Luciani), trait d’union con il nobile passato.
“Nella stagione alle spalle possiamo vantare un piazzamento playoff nella categoria Allievi da dove è stato prelevato il nostro atleta Leonardo Catini per la disputa del Torneo delle Regioni, dove le Marche sono vicecampioni nazionali. I Giovanissimi hanno invece disputato la semifinale del torneo di categoria "Memorial Bracci" su scala regionale. Il piano di lavoro per la stagione alle porte ci vede impegnati ad allestire la compagine Esordienti nonché potenziare l’attività dei più piccoli, suddivisa in Pulcini e Piccoli Amici, annate già protagoniste di avvincenti sfide nel capoluogo di regione anconetano. Ogni fascia d’età segue una specifica attività calibrata e ponderata al caso in questione, propedeutica per le annate a venire”.
Gli fa da eco il Vice Presidente Roberto Luciani, rivolgendosi alla platea degli adulti:
“Da genitore, se vorresti instradare tuo figlio alla pratica del calcio a 11 vieni a provare comunque la nostra offerta sportiva, in particolar modo se il minore è in tenera età: da subito acquisirà una tecnica e un controllo di palla che successivamente potrebbero fare la differenza nelle logiche e negli spazi del classico campo verde. Il calcio a 5 è infatti propedeutico per il calcio tradizionale. A testimoniarlo il percorso che molti fuoriclasse brasiliani e spagnoli (come Xavi, Iniesta, Robinho e Ronaldinho) hanno intrapreso iniziando, da piccolissimi, proprio con il Calcio a 5. Gli evidenti vantaggi risiedono nell’apprendimento del controllo di palla e nello sviluppo delle abilità tecniche. I campi con dimensioni ridotte, le superfici con basso attrito e l’alta frequenza di gioco con cui si è chiamati in causa, rendono l’atleta impegnato in questo sport protagonista assolutamente inserito nelle logiche del match: con 5 elementi in campo si viene continuamente sollecitati ed è impossibile rimanere periferici alle dinamiche della partita. Il risultato è la piena e continua maturazione, umana ed agonistica. La tecnica individuale che ne deriva, e l’elasticità con cui si viene continuamente chiamati sia ad attaccare che a difendere, sono un impareggiabile banco di prova”.

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  Scritto da La Redazione il 12/08/2015
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