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Edizione provinciale di Ancona


San Biagio nella storia: è sua la finale di Coppa Marche 1

Superato lo Staffolo 3-1. Il 25 aprile sfiderà la Civitanovese in campo neutro

OSIMO. Nel momento più difficile in campionato il San Biagio ritrova se stesso. E lo fa nella gara più importante, che in qualche modo riscrive la storia, con una pagina memorabile mai vissuta in 40 anni di vita del club. Il Galletto ha battuto lo Staffolo in rimonta con una gara quasi perfetta conquistando così la sua prima finale di Coppa Marche in Prima categoria. Il 25 aprile sfiderà una nobile decaduta come la Civitanovese, che ha vinto l’altro girone a tre di semifinale. E comunque andrà quel giorno resterà lo stesso una pagina indimenticabile per la società.

Gara decisiva per le sorti del girone, con una vigilia animata dal rifiuto dello Staffolo di giocare sul campo sintetico di Offagna e col precedente di un mese e mezzo fa in campionato, quando i giallorossi strapparono un pareggio a San Biagio con rigore all’ultimo minuto e animi tesi nel post-partita. Per fortuna si è riusciti tutti a mantenere la calma concentrandosi sul terreno di gioco, esclusa qualche inevitabile scaramuccia rientrando negli spogliatoi a fine partita, ma nulla che andasse oltre il limite di una gioia sfrenata per una finale conquistata o di una delusione atroce per una finale persa. Entrambe la squadre, anche per caratteristiche e terreno di gioco, han messo in campo tanta grinta e agonismo, dimostrando di volerla questa finale di Coppa regionale.

Ma andiamo alla cronaca del match. Mister Caccia recupera tutti i suoi uomini tranne Durazzi infortunato e manda in campo una formazione diversa da quella che ha deluso tre giorni prima a Belvedere Ostrense. In difesa si rivede capitan Brandoni, a centrocampo Mandolini prende il posto di Mariani Primiani, ma è l’attacco che è tutto nuovo: Persiani, Mobili e Vincioni al posto di Rossini, De Martino e Busilacchi. La partenza del Galletto è buona e costringe lo Staffolo nella propria metà campo. La squadra giallorossa, consapevole di poter anche solo pareggiare per andare in finale (la classifica del girone lo vedeva a 3 punti rispetto a San Biagio e Piobbico fermi a 1), non si scompone e si difende con i denti. I biancorossi spingono e mettono al centro tante palloni invitanti, ma si fa difficoltà a sfondare. Da sinistra ci prova Persiani con un diagonale forte che sfiora il primo palo, poi Manoni dal limite ma manda alto. Mobili è bravo a far alzare la squadra e allargare il gioco spalle alla porta, ma sembra non bastare. Fino al 35’, quando Persiani viene atterrato in area dal marcatore: sarebbe fallo da ultimo uomo, ma per l’arbitro è solo rigore, niente cartellino. Dal dischetto va Lombardi che aveva già segnato su rigore il primo gol stagionale, sempre in Coppa, nel derby vinto 1-0 con la Stazione a fine estate. Questa volta però il difensore colpisce male e manda a lato la palla: sembra una maledizione per il San Biagio riuscire a segnare. Anche perché poco dopo è Manoni, su schema da punizione, a fallire un gol apparso facile, calciando addosso al portiere da pochi passi. Per lo Staffolo una sola occasione, viziata da un rimpallo favorevole in area, con Zenga provvidenziale in uscita.

Nella ripresa ci si attende un San Biagio ancor più arrembante ma è lo Staffolo che, alla prima occasione, passa in vantaggio. L’arbitro concede un rigore per un atterramento in area discutibile che vale lo 0-1. Sembra finita col Galletto che, col morale sotto i tacchi, è costretto a ribaltare il risultato in un campo piccolo e contro una squadra rocciosa come quella staffolana. Invece no, rispetto a Belvedere esce fuori un gran carattere, la reazione è veemente e incredibile. Il San Biagio ci crede ancora, continua a spingere come se nulla fosse successo e nel giro di neanche 10 minuti, grazie anche ai cambi, trova finalmente la svolta. Dalla panchina mister Caccia pesca Rossini al posto di un generoso Vincioni e la mossa è azzeccata. Il funambolico esterno, dopo la prova incolore di sabato scorso, mostra il suo gran talento, unito a caparbietà e velocità. Così al termine di una azione tutta palla a terra sull’aut sinistro viene pescato in area da Manoni e con un diagonale chirurgico sul secondo palo trova il meritato 1-1: anche ai quarti di finale contro il Casette Verdini era stato sempre Rossini ad aprire le danze per il 5-1 che valse la semifinale. La qualificazione, dopo il pari, è quindi riaperta più che mai. Lo Staffolo perde certezze e dopo un quarto d’ora, per un fallo su De Martino, c’è il calcio di punizione decisivo. Come contro il Ponterio in campionato ci va Bevilacqua a calciare e anche questa volta trova il jolly giusto: traiettoria molto angolata sopra la barriera, il portiere devia appena ma non basta. E’ il 2-1 che manda in visibilio i galletti, più cinici che mai. I giallorossi a questo punto sono costretti a buttarsi in avanti ma al di là di qualche mischia Zenga non rischierà nulla, complice anche l’ingresso a metà campo di Mariani Primiani al posto di Mobili che ha dato quadratura e fisicità nella rottura del gioco, come ugualmente è valso per l’ingresso di Cingolani al posto di Mandolini. Nel finale poi in contropiede il San Biagio la chiude con un diagonale da destra perfetto del neo entrato Busilacchi servito al bacio da Rossini. E’ tripudio biancorosso, seppur in maglia verde. Il San Biagio non avrà risolto i problemi in campionato, ma il traguardo storico raggiunto potrà dare una spinta vitale per questo finale di stagione, nel quale sognare i playoff, o alzare una Coppa, è ancora possibile.

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  Scritto da La Redazione il 12/04/2018
 

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