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SERIE D. "Cesena super ma occhio alle out-sider". Parola di Max Fanesi

"Vastese, Avezzano, Forlì e Recanatese hanno grandissime rose come Francavilla e Pineto. Le marchigiane sono ben attrezzate. I tecnici? Bene Cudini, Paci e Palladini. La rivelazione? Dico Candellori"

Meno di 72 all’alba del campionato di Serie D (finalmente diranno i tifosi) e l’attenzione è tutta rivolta al girone F: 20 squadre al via lungo il versante adriatico, partendo dalla Romagna fino al Molise con 6 marchigiane nel mezzo chiamate a raggiungere i propri obiettivi e scongiurare le tre retrocessioni dello scorso anno (poi scese a due con la riammissione della Jesina) e magari, per qualcuna, seguire l’esempio della Vis Pesaro nonostante la presenza del Cesena. Per scoprire meglio questo girone abbiamo chiesto aiuto a Massimiliano Fanesi (foto), ex bomber e tra gli addetti ai lavori che conosce meglio il calcio di queste categorie.

Max, quanto incidono le 20 squadre al via e i 7 turni infrasettimanali?
“Nella gestione degli allenamenti si dovranno dosare al massimo e gestire le forze: in generale comunque penso che non cambi molto. Aver fatto slittare il campionato di alcune settimane può incidere maggiormente per l’impostazione della preparazione ma alla fine i valori reali verranno fuori. E’ scontato dire che chi ha avuto la possibilità di spendere di più e avere una rosa più lunga potrebbe gestire al meglio”.

Quali sono le favorite per il successo finale?
“Vedo un gradino sopra le altre, insieme al Cesena, anche Recanatese, Vastese, Avezzano oltre a Pineto e Francavilla: sono tutte squadre competitive. Sono particolarmente curioso nel vedere la reale forza del Cesena, a parte la sconfitta in Coppa ma il calcio d’agosto inganna. Vediamo se hanno quella forza disarmante che può scavare il solco. Quando ti chiami Cesena devi subito imprimere il segno sul campionato: se inizi male è poi difficile da imporre la tua legge ma hanno il dovere di ammazzare il campionato. Con quasi 5.000 abbonati è una realtà da serie B che non centra nulla con questa categoria”.

Come vede le squadre marchigiane al via?
“La Recanatese ha un organico di prim’ordine e pronto a dire la sua. Il fatto di aver inserito il Cesena è un duro colpo: in tante hanno investito per essere protagoniste ma l’inserimento di queste big poi va a stravolgere i piani. Resta una squadra di primissima fascia e anche il Matelica che ha cambiato molto parte da un’ossatura solida”.

E per le altre cosa si prospetta?
“Direi che una sorpresa ci può stare e potrebbe essere il Montegiorgio che ha molto entusiasmo: certo che giocare, almeno inizialmente, sempre in trasferta non è un vantaggio anche se poi il calcio è sempre quello e sono situazioni che si ridimensionano e lo svantaggio è minimo. La Sangiustese invece ha dato continuità in molti elementi della rosa e perso qualche elemento come Tascini, ma ha una buona idea di calcio e ptrà dire la loro. La Jesina aveva necessità di cambiare dopo una retrocessione e lo ha fatto in modo quasi totale: è tutta da scoprire, credo che sarà in lotta per la salvezza. Altra squadra che punta ad un torneo tranquillo è il Castelfidardo che ha scelto di dare continuità e puntare alla salvezza”.

Molto interessante anche il panorama delle squadre abruzzesi: tante sono costruite per fare bene.
“Penso alla Vastese che ha un organico di valore e un grande tecnico che conosco benssimo: in attacco possono puntare su Leonetti, Shiba, Napolano e Giampaolo; possono dire la loro. Ha costruito un buon organico il Giulianova con Nico Stallone in panchina, senza fronzoli di alta classifica ma per un campionato tranquillo. Occhio al Pineto che è solidissimo in ogni reparto e ha un tecnico esperto come Amaolo anche il Francavilla che, ha perso in Coppa, ma ha tanti elementi di spessore”.

La novità stagionale è il ritorno delle romagnole: cosa ci dobbiamo aspettare?
“Sono gare e realtà in cui il fattore campo non incide: chiunque vorrebbe avere questo tipo squadre nel proprio girone. Non essendoci il fattore campo che incide vai a giocare con più serenità ma allo stesso tempo squadre che non hanno la pressione della piazza ma la forza della serenità come Savignanese e Sammaurese. Poi c’è il Forlì che ha costruito un organico d vertice, ritrovandosi poi il Cesena e il Santarcangelo in bilico fino all’ultimo tra C e B: ha un gruppo giovane ma la voglia di risalire. Sono entrambe delle mine vaganti per l’alta classifica”.

Se dovessi fare i nomi di alcuni tecnici da tenere in considerazione quali sarebbero?
“Dico Massimo Paci che fatto benissimo l'anno scorso e che è chiamato a confermarsi, come penso che possa fare molto bene Mirko Cudini a Notaresco: sono giovani di grande prospettiva secondo me. Oltre a loro dico anche Rachini del Francavilla che proviene dall’Eccellenza abruzzese. Tra i debuttanti sono loro che possono dire la loro. Tra gli altri cito Ottavio Palladini perché in D ha il pedigree del vincente”.

E un giocatore magari giovane da tenere in considerazione?
“Candellori del Notaresco, della Samb: si è messo in evidenza in rossoblù, è un ’96, può consacrarsi definitivamente. Ha qualità importanti”.

 

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  Scritto da La Redazione il 13/09/2018
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