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Guglielmo De Feis: "Non puoi fare l'allenatore se non hai uno sponsor"

L'ex attaccante analizza lo stato di salute del calcio locale: "C'è una crisi d'identità"

Molti lo ricordano come ariete d’area di rigore, tra le altre anche alla Sambenedettese. Adesso Guglielmo De Feis (foto) è (anche) docente al settore tecnico di Coverciano. L’ex attaccante è stato ospite della trasmissione Mondo Calcio Estate su Jant.it ed ha toccato alcuni aspetti “scottanti” del nostro calcio. “Il momento del calcio locale è abbastanza inquietante – ha detto De Feis – Non è legato alle difficoltà economiche. Il calcio locale ha una crisi di identità, non riesce a stare dietro ai ritmi del calcio globalizzato. Non ha capito che avrebbe dovuto prendere una direzione completamente opposta. Non mi riferisco solo alle realtà marchigiane, è calcio minore tutto quello che è sotto le 6-7 grandi del calcio italiano. Così come si cooptano ad alti livelli per organizzare i campionato di superlega, avrebbero dovuto cooptarsi in basso le squadre a livello locale. I campionati locali così come sono concepiti non hanno nessun senso”.

“Il calcio è un ambiente molto tradizionalista - continua de Feis - si fa molta difficoltà a cambiare, a portare delle innovazioni. Questo crea dei problemi. Uno dei tanti luoghi comuni che sento dire è che il livello del calcio tecnicamente è inferiore rispetto al passato. Io non credo a questo. Non sono peggiori le nuove generazioni. E’ peggiore l’ambiente del calcio, per colpa di chi è venuto prima, delle generazioni precedenti. E’ difficile per i giocatori o gli allenatori che arrivano adesso potersi inserire con le medesime modalità che c’erano in passato. Una volta gli allenatori delle giovanili avevano un altro lavoro ed avevano una grande passione per il calcio. Questi allenatori oggi non ci possono essere per una ragione molto semplice: gli allenatori delle giovanili vengono scelti se portano delle sponsorizzazioni. Adesso si devono portare dei soldi. Oggi con le scuole calcio a pagamento non esiste più nessun tipo di selezione naturale (spietata: come lo è natura per tutti gli animali) ma formativa. Giocano i bambini i cui genitori pagano la retta, avanzano quelli che hanno genitori che 'steccano' le società e tutti quanti vengono allenati da allenatori che 'portano lo sponsor'”.     

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  Scritto da Andrea Cesca il 31/07/2019
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