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In passato non c'era, oggi è...Top Player: il VAR colpisce la Roma

Quello successo negli ultimi minuti di Roma - Cagliari non è altro che uno dei tanti passi indietro fatti dagli arbitri da tre anni a questa parte, cioè da quando è stato introdotto il VAR (Video Assistant Referee) nelle competizioni di Serie A. La rete al 90’ di  Kalinic avrebbe sicuramente dato alla Roma una settimana di sosta da vivere diversamente, con due punti che le avrebbero consentito di stare davanti al Napoli e che nei mesi successivi avrebbero fatto ancora più comodo, ma la tecnologia è scesa sul rettangolo di gioco annullando il gol esplodere la rabbia nel dopo partita di mister giallorosso Paulo Fonseca (foto) e del Direttore Sportivo Petrachi. Rabbia che è stata neutralizzata dalle indiscutibili immagini, che hanno evidenziato l’irregolarità del gol e che ha giustamente lasciato il risultato sull’1-1 facendo tirare un sospiro di sollievo ai tifosi sardi.

Per quanto sarebbe potuto pesare il VAR in altre epoche, basti pensare ai tanti casi scioccanti che venivano ribattuti nei post partita: il contatto Ronaldo-Iuliano, il gol-no gol di Muntari, l’atterramento in area di Daniel Alves in Inter-Barcellona di Champions. La “moviola in campo” avrebbe ribaltato le decisioni prese istantaneamente dal direttore di gara cambiando la rotta dei campionati e più in generale della storia del calcio fino ad oggi. La tecnologia disponibile in alcune epoche non sarebbe stata sufficiente per sciogliere alcuni dubbi, ma oggi molte si queste situazioni del passato  possono essere nuovamente analizzate, come in un’intervista a Graziano Cesari nel blog l’Insider, dove va a giudicare sotto un altro occhio le situazioni più eclatanti di Inter-Juventus del passato. Molte altri fatti possono essere oggi rivisti con l’ausilio della tecnologia, magari riuscendo anche a mettere in pace l’animo di qualche tifoso.

Quello successo domenica scorsa in Roma - Cagliari ha spento le polemiche ed evitato diatribe tra opinionisti, dirigenti ed allenatori. La tecnologia ha evitato, in più piccolo, un errore che sarebbe presto entrato nell’immaginario collettivo come quello che ha deciso la stagione. Unica cosa da rimproverare ancora è  la velocità nelle decisioni, ancora non ottimale, perché dieci minuti per convalidare un gol, dare un calcio di rigore o sanzionare o meno un fallo sono troppi per il pubblico e per chi è parte attiva dell’incontro. Unica certezza è che il VAR disegna la classifica, ha cambiato il modo di vivere il calcio ad alti livelli, diventando un’arma a doppio taglio per le squadre, ma anche per gli arbitri che non possono trovare più scuse. E sarebbe potuta diventare un’arma micidiale ben prima, decidendo risultati dalla più inutile alla più  importante gara del massimo campionato nazionale. Ora che questo nuovo strumento è anche in Champions League possiamo anche parlare di un top-player nascosto, pronto a lasciare il segno nei match ad eliminazione diretta, schivando gli avversari con le immagini.

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  Scritto da La Redazione il 11/10/2019
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