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Edizione provinciale di Ancona


San Biagio, Rivellini: "Tanta grinta per riprendere la corsa salvezza"

OSIMO. Arrivato al San Biagio dal Sirolo Numana ormai 8 anni fa, Marco Rivellini (foto), a quasi 37 anni, è il veterano del gruppo per anzianità (per permanenza lo superano solo Simone e Luca Pesaresi), tra i pochi rimasti che hanno vissuto la cavalcata del successo in Seconda e le tutte le splendide e storiche salvezze in Prima categoria. A lui in compito di fare il punto in casa biancorossa alla vigilia della ripresa del campionato dopo quasi un mese di stop per la neve.

Capitano un bilancio dopo quasi due terzi di campionato? Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Mezzo pieno, sia per i punti sia sotto l'aspetto agonistico. Abbiamo visto che alla fin fine ce la possiamo giocare con tutti. Anzi, c'è un velo di rammarico per aver buttato via punti che potevano essere alla portata”.

Rammarichi dunque?

“Aver perso per strada quei 2-3 punti che ci avrebbero fatto star più tranquilli in classifica. Ad esempio a Fiuminata: dopo un ottimo primo tempo in cui siamo rimasti anche in vantaggio numerico per l'espulsione di un loro giocatore, nel secondo ci siamo un pò tranquillizzati, forse inconsciamente pensando che sarebbe stata più facile, e alla fine abbiamo perso”.

Qual'è stata la miglior partita e la peggiore del San Biagio?

“Secondo me la migliore è stata la prima di ritorno con l'Helvia Recina, venivamo da 2 sconfitte e temevamo molto questa partita. Siamo stati concentrati e grintosi dal primo all'ultimo minuto e abbiamo portato a casa un risultato importantissimo. La peggiore quella con il Camerino. Mi sembrava di essere in un incubo: a noi non riusciva niente e a loro riusciva tutto con estrema facilità. Che scoppola quel 3-1!”

Esclusi tu, Simone Pesaresi e Santolini (gli unici sopra i 30 anni) la squadra ha un età media abbastanza bassa per il girone C, di 24,2 anni (rispetto ai 25,6 considerando anche i tre over30). Questo è un fattore positivo sulla carta, ma ritieni che poi in realtà sia anche rischioso, specie nel girone maceratese? Insomma, pecca di esperienza e malizia la squadra rispetto alle avversarie?

“Certamente. Il fatto positivo è che la gioventù porta entusiasmo ed energia, però in alcune partite la mancanza di uomini di esperienza si è fatta sentire, come a Fiuminata. Non a caso, dopo ottime prestazioni, son seguite partite brutte come dopo il successo col Settembrina al quale è seguita la sconfitta col Camerino. In questo deve essere bravo il mister a tener tutti sempre concentrati ed in tensione”.

In sintesi: a posteriori, pregio e difetto di questa formazione?

“Il difetto sicuramente la mancanza di esperienza. Ne avessimo avuti un paio in più in squadra, forse ora avremmo qualche punticino in più in classifica. Il pregio è l'armonia che regna nello spogliatoio tra noi giocatori e l'esuberanza tipica in un gruppo giovane”.

Il compagno che ti ha sorpreso più positivamente finora?

“Praticamente conoscevo già tutti e sapevo che son ottimi giocatori. Nel girone di andata mi piace sottolineare il rendimento che ha avuto il io collega di reparto Picciafuoco, però voglio citare anche Copertari, sempre grintoso e inesauribile”.

La difesa è rimasta sostanzialmente la stessa dello scorso anno, ma sta passando un periodo difficile (11 gol nelle ultime 6 su un totale di 21 gol presi in 19 gare). Come te lo spieghi tu che sei il centrale del San Biagio da ormai 8 anni?

“Innanzitutto credo che nell'arco di un campionato siano normali i periodi di alti e bassi. Gente che nella prima parte di campionato andava a 100 all'ora, adesso magari tirano un pò il fiato. Spesso la difesa forte la fa l'intera squadra; le modifiche tattiche e il cambio di giocatori a centrocampo sicuramente hanno influito”.

Come gestire queste tre settimane di pausa forzata per la neve? Avete rigiocato su un campo a 11 per 90 minuti solo ieri, dopo 3 settimane, nell’amichevole vinta 2-1 a Collemarino...

“Sarà dura per tutti ricominciare. Sembra quasi che inizi un nuovo campionato. Fortunatamente siamo riusciti a fare qualcosina durante questa pausa forzata. Speriamo di rientrare più in forma degli altri. Su questo però sono fiducioso: il mister sa come far rendere la sua squadra sotto l'aspetto atletico”.

Qual'è il rischio maggiore nella prossima trasferta di Mogliano contro una big del torneo?

“I soliti rischi che corre una squadra giovane come la nostra; quello di andar su senza la giusta testa. E di rimediare un'altra figuraccia. Rientrare in ottica campionato dopo una cosi lunga sosta non è semplice, servirà un grande approccio”.

Avrai un messaggio allora da lanciare ai tuoi compagni...         

“Ragazzi non molliamo! Ci vuole tanta grinta e cattiveria agonistica; conosco questi campionati, da qui alla fine sarà molto più dura di quello che c'è già stato. Saranno veramente delle battaglie quelle che andremo ad affrontare”.

In definitiva, riuscirà il San Biagio a salvarsi per il quinto anno consecutivo evitando anche i playout?

“Sarà durissima. anche perché dietro di noi abbiamo squadre blasonate e di spessore. Tutti si son rinforzati a dicembre; ma se noi manteniamo alta la concentrazione e lottiamo col coltello tra i denti possiamo farcela anche quest’anno”.

E capitan Rivellini che farà a fine stagione?

“Credo che questa sarà l'ultima stagione a San Biagio. I tanti impegni che ho non mi permettono più di dedicare il tempo che vorrei al calcio. Però ora penso a questo campionato e a dare tutto per riuscire a raggiungere il nostro obiettivo. Poi tra 2 mesi deciderò che fare”.

 

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  Scritto da La Redazione il 23/02/2012
 

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