La Vigor S.Elpidio risponde al Ciabbino: "Violenza ingiustificata"

In merito ai fatti della partita Ciabbino - Vigor Sant'Elpidio (sospesa per atti di violenza in campo) e le esternazioni del tecnico ascolano Azzanesi, dalla società elpidiense presieduta da Luigi Marchetti (foto) riceviamo e pubblichiamo:
"La società Vigor Sant'Elpidio intende fare luce con chiarezza e con massima onestà sull’accaduto relativo all’incontro contro il Ciabbino, in quanto troviamo a dir poco allucinante che la società Ciabbino e i diretti interessati nella figura dell’addetto stampa e della persona del mister Azzanesi, rilascino tali interviste dove si legge una ricostruzione dei fatti lontana da quello che è stato realmente l’accaduto.
Dire che la partita sia stata sospesa per atti di violenza in campo è assolutamente sbagliato, in quanto l’unico gesto di violenza vera in campo è stato quello del giocatore Massi Federico Michele (Ciabbino), e per questo sarebbe stato più che corretto dire che si è trattata di una vera e propria aggressione alla persona di Sollini Giacomo e non tutto il resto che il Ciabbino vuole far credere perché fino a quel momento non si è visto niente di più che un leale scontro di gioco, più o meno maschio tra le squadre e tra i diretti avversari attaccante (Massi) e il difensore (Sollini). Vogliamo focalizzare l’attenzione sul gesto irriguardoso e violento compiuto dal calciatore Massi Federico Michele ai danni del nostro atleta Solini Giacomo il quale si è trovato ad essere colpito volutamente e vigliaccamente alle spalle con un pugno al volto di una forza e cattiveria inaudita che ha causato un spacco a metà labbro superiore e l’asportazione completa di un dente e la rottura di un altro adiacente. Crediamo quindi che siano inutili e poco seri gli sforzi del mister e della società nel cercare di giustificare o camuffare quello che è stato un gesto indescrivibile agli occhi di tutti i presenti e di sicuro non adeguato ad un incontro di calcio, qualunque sia stata la scintilla a scatenarlo, se pur ci sia stata visto che quella che dicono sia stata una gomitata ai danni dell’attaccante da parte del nostro giocatore, aveva il solo fine di allontanarlo da se senza nessun intento a far male ma a proseguire nel giocare come Sollini stava facendo fino a quando non è stato colpito di sorpresa alle spalle.
La raccapricciante immagine del nostro giocatore colpito e atterrato con il volto ricoperto dal sangue e con le grida di dolore a chiedere aiuto (che tutti hanno visto e sentito), credo che non meritino altre risposte che un enorme vergogna a chi ha direttamente compiuto il gesto e al mister Azzanesi che ancora oggi chiede scusa ma cerca di giustificare l’atto di violenza quando invece a loro dire visti i sani principi che regnano nella loro società, doveva fin dal momento dell’accaduto dissociarsi da quanto provocato dal suo giocatore e dare solidarietà e conforto alla povera vittima malcapitata di quel giorno.
Le intenzioni di ripulire l'immagine del calciatore e la facciata di una società che si vuole rappresentare come esempio di lealtà, in questo episodio sono alquanto squallide e inopportune visto e considerato anche il pessimo comportamento avuto da tutti i presenti nel momento stesso dell’accaduto e la mancata presenza dell’ambulanza al campo di gioco (nonostante sia obbligatoria). Come se non bastasse, l’interesse di parte della squadra locale, nell’immediato non è stato capire la gravità dell’episodio e le condizioni del ragazzo (a dimostrazione della loro diffidenza e superficialità) ma indurre l’arbitro Lobene di San Benedetto a riportare nel referto che la partita è stata sospesa per un calcio rifilato allo stesso direttore di gara e non che le condizioni di proseguire dopo tutto ciò non c’erano per quanto era successo.
Nel caos generale è possibile che qualcuno abbia colpito volutamente o fortuitamente l’arbitro magari incrociando la propria traiettoria ma che sia chiaro a tutti 'le condizioni di proseguire' non sussistevano per il fermo ripudio da parte di tutta la Vigor Sant’Elpidio ad andare avanti con la partita dopo quello che si era visto.
Infatti, il dramma vissuto in campo, lo sconforto, la paura e un ragazzo che si trova sfigurato in viso per il resto della sua vita, hanno fatto si che i giocatori della Vigor decidessero di abbandonare il campo fregandosene del motivo per cui erano venuti in quel di Maltignano. Concludiamo dicendo che nella vita se qualcuno ha ancora dei veri valori li deve dimostrare con i fatti e non con le chiacchiere".
Scritto da La Redazione il 03/04/2012
















