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Edizione provinciale di Fermo


Un normale sabato italiano. Il calcio raccontato da un nostro lettore

Una gara di Seconda categoria: Monteluponese-Montegranaro come specchio di una realtà che sotto gli occhi di tutti sta prendendo una brutta piega

Da un nostro appassionato lettore riceviamo e pubblichiamo una mail, nella quale prova a raccontarci una giornata, purtroppo come tante altre, nei nostri campionati dilettantistici. Se vogliamo “Un normale sabato italiano”.

"Sono un attento lettore di Marcheingol.it e come voi della Redazione ho la passione per il calcio locale e quando posso, di solito il sabato, vado a vedere qualche partita dei campionati di Prima e Seconda categoria. Sabato scorso in occasione della Commemorazione dei Defunti, trovandomi nel maceratese, sono andato a Montelupone dove i locali affrontavano il Montegranaro. Avevo già letto qualcosa in merito alla squadra ospite, che di norma scende in campo con molti ragazzi sotto i 20 anni, ed incuriosito ho osservato con attenzione lo svolgimento della gara".

"Seguo il calcio fin da quando ero un ragazzino e con dispiacere devo ammettere che con il passare del tempo l'atmosfera sui campi di calcio peggiora a vista d'occhio. Dispiace per le società, che ci mettono soldi e passione e per i ragazzi che sudano e si impegnano senza risparmio, ma ripeto, l'ambiente lascia sempre più a desiderare. Veniamo a sabato: dopo un inizio partita condito dai peggiori insulti all’arbitro, da parte di una trentina di tifosi presenti sugli spalti, ho avuto modo di notare le buone qualità dei giovani gialloblù che dopo aver sfiorato più volte la rete, sono passati meritatamente in vantaggio verso la mezzora. Sotto nel risultato il Montelupone ha abbozzato una reazione, ma senza grandi risultati e si chiudeva il primo tempo con il vantaggio degli ospiti".

"Quando le squadre tornavano in campo per la ripresa, si vedeva subito che il Montelupone aveva una grinta diversa, il Montegranaro vacillava ma reggeva all'urto fino a quando l'arbitro, probabilmente anche influenzato dalle urla offensive che arrivavano dagli spalti, fischiava un rigore che da neutrale faccio davvero fatica a spiegare. Era la svolta della gara, i giovani giallobù si disunivano, cominciavano a litigare anche col pubblico, finendo per deragliare completamente e poco dopo subivano il 2-1. Venti minuti dopo l’arbitro, probabilmente resosi conto dell'errore commesso, restituiva il favore concedendo al Montegranaro un calcio di rigore, anche questo molto discutibile. In pratica per correggere un errore ne commette un'altro, peggiorando ancora di più la situazione. Per la cronaca la gara è terminata con la vittoria della Monteluponese per 3-2, ma tecnicamente poteva considerarsi chiusa già dopo il rigore dell'1-1".

"In tanti anni di calcio ho visto di tutto e non mi scandalizzo di certo, i fatti che ho descritto sono abbastanza normali e molto più frequenti di quanto si creda in queste categorie, ma una domanda mi assale sempre più spesso quando me ne torno a casa e questa volta vorrei condividerla con voi. Sono sempre di più le società che per motivi di budget, ma anche per precise scelte a livello sociale, si affidano a ragazzi giovani e con poca esperienza, ebbene questi sodalizi a mio avviso meritevoli di di stima, devrebbero preoccuparsi di farli giocar bene i loro ragazzi, trasmettendo loro quella educazione che serve tanto nella vita di tutti i giorni? Oppure insegnargli ad ad essere amanti di uno sport dove l’ingiustizia, la furbizia, la prepotenza e la prevaricazione del prossimo, sono ormai all'ordine del giorno e sono l'esatto contrario del vivere civile?"

"La gara di sabato scorso è solo un esempio, se vogliamo anche un pretesto, per mettere in luce un modo di fare che troppo spesso vediamo sui campi di calcio e nella vita di tutti i giorni. Non sono un ragazzino, anzi mi considero ormai un vecchio, forse anche dentro, e so benissimo che il calcio non è uno sport per signorine, ma voglio sottolineare che sta prendendo una bruttissima piega. Se non si interverrà per tutelare le squadre più giovani, più povere, meno organizzate ma comunque meritevoli e capaci sul campo, se non si riuscirà a difendere arbitri spesso anche poco preparati, ma minacciati e maltrattati quasi ovunque, questo sport sarà destinato a sparire. Non è un caso che siano sempre di meno i giovani che si avvicinano a questa disciplina, non è un caso che siano in aumento i paesi dove ormai non c'è più la squadra di calcio e non è assolutamente un caso che siano sempre di meno le persone sugli spalti a seguire le gare. Se andremo avanti di questo passo tra qualche anno gli anelli deboli di questa catena si spezzeranno e sparirà tutto. Il pallone si sgonfierà! Siamo proprio sicuri che è quello che vogliamo?”.

 

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  Scritto da La Redazione il 07/11/2019
 

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