Squalifiche e sanzioni: un insulto e un atto violento sono uguali?

Uno dei momenti più attesi della settimana per ogni dirigente calcistico o semplice appassionato, oltre ovviamente alla partita, è senza alcun dubbio la pubblicazione del Comunicato della Federazione. L’atto ufficiale, che di norma viene diramato ogni mercoledi, nel quale si rendono note le squalifiche, le sanzioni e tutti i provvedimenti del Giudice Sportivo.
Capita spesso di notare delle discrepanze piuttosto evidenti, leggendo ovviamente quanto riportato e non essendo stati sul posto per giudicare di persona. Saltano all’occhio alcuni provvedimenti che, paragonati ad altri analoghi, vengono giudicati in maniera completamente diversa. E’ ovvio che ogni circostanza va analizzata singolarmente, valutando ciò che il direttore di gara ha scritto nel suo referto e le eventuali conseguenze, resta però evidente che, almeno per quanto mi riguarda, talvolta faccio davvero fatica a capire il filo del ragionamento delle persone preposte a prendere tali decisioni.
Per maggiore chiarezza faccio alcuni esempi, prendendo in esame dei provvedimenti adottati dal Giudice Sportivo nelle ultime settimane:
1- Squalifica per 3 gare effettive
"Espulso per doppia ammonizione. Dopo la notifica del provvedimento, rivolgeva all'arbitro un'espressione irriguardosa".
2- Squalifica per 4 gare effettive
"Per aver colpito, a gioco fermo, violentemente con un pugno un calciatore della squadra avversaria".
3- Squalifica per 4 gare effettive
"Per aver colpito intenzionalmente con un colpo al viso un calciatore della squadra avversaria causando sanguinamento dal naso che viene costretto ad abbandonare il terreno di gioco, il tutto a gioco fermo".
4- Squalifica per 4 gare effettive
"Per condotta violenta reiterata nei confronti di un calciatore della squadra avversaria: a gioco fermo colpiva il volto dell'avversario con una testata, e poi quando lo stesso era già a terra dolorante, lo colpiva con un calcio alla nuca".
Da questi 4 casi si evince chiaramente che le squalifiche inflitte non possono assolutamente essere messe sullo stesso piano. Partendo dall’assunto che un semplice “Vaffa...” comporta 3 giornate di squalifica, come facciamo a giustificare che con un pugno ad un avversario ne prendi solo una in più? E ancora, se il pugno non causa danni evidenti oppure provoca sanguinamento e di conseguenza la sostituzione, la pena è sempre la stessa (4 giornate). Se poi gli dai una testata a gioco fermo e mentre l’avversario è a terra gli sferri un calcio sulla nuca, sono sempre 4 giornate.
A mio avviso c’è qualcosa che non torna. Posso pensare che talvolta i fatti vengano eccessivamente enfatizzati e voglio sperare che la situazione sia spesso di gran lunga meno grave di quanto riportato, però è chiaro che solo leggendo i provvedimenti si fa fatica a condividere il metro di giudizio adottato.
Duole ammettere che i conti non tornano e le disparità di trattamento sono troppo evidenti, anche per un profano. Se vogliamo estirpare alcuni comportamenti dal gioco del calcio, prima o poi dovremo mettere su piani diversi due episodi ricorrenti: l'insulto (pur sempre deprecabile e giustamente sanzionato), e l'atto gravemente violento, altrimenti staremo sempre qui a ripetere le stesse cose, senza che nulla cambi veramente.
Scritto da Giuliano Santucci il 07/11/2025














