VEREGRENSE, una stagione da applausi: entusiasmo, giovani e identità
Parla il tecnico Marco Vecchiola: "Allenare per passione i colori che hai indossato da bambino significa lavorare anche per la comunità"

MONTEGRANARO. La Veregrense (vedi staff societario e rosa squadra) si avvicina al nuovo anno con il sorriso. Classifica positiva (Terza categoria F), prestazioni convincenti e un progetto che guarda lontano: la prima stagione di Marco Vecchiola (foto, vedi scheda) sulla panchina gialloblu sta dando segnali più che incoraggianti. Un ritorno a casa carico di significati per il tecnico montegranarese, che ha accettato la sfida con passione e idee chiare, puntando su un gruppo giovane e interamente “made in Montegranaro”.
Mister Vecchiola, prima stagione alla Veregrense e premesse più che buone. Guardando la classifica, è stato un bel Natale?
«Sicuramente trascorrere le feste con questa serenità fa piacere, ma non è qualcosa che ci mette pressione. Stiamo lavorando bene, con entusiasmo e continuità, ed è questo l’aspetto più importante. La classifica è una conseguenza del lavoro settimanale e dell’atteggiamento dei ragazzi».
In testa al campionato sembra una corsa a due tra voi e la Lapedonese. È davvero così?
«Non credo affatto che sia una lotta a due. Il campionato è di buon livello, ci sono squadre attrezzate ed esperte. Sarà una battaglia lunga e aperta fino alla fine, con tante pretendenti che possono dire la loro».
Quali sono i punti di forza della tua squadra?
«Abbiamo un gruppo molto giovane, tutto composto da ragazzi del territorio. Questo crea identità e senso di appartenenza. C’è entusiasmo, voglia di migliorare e grande disponibilità al lavoro. Non abbiamo prime donne e cerchiamo di crescere tutti insieme, giorno dopo giorno».
Un’analisi generale del campionato?
«È un campionato competitivo, equilibrato e impegnativo. Nessuna partita è scontata e ogni settimana bisogna mantenere alta la concentrazione. Proprio per questo è stimolante e formativo, soprattutto per i giovani».
La storia di Marco Vecchiola è quella di una passione che non si è mai spenta.
«Il calcio per me è una grande passione iniziata da bambino», racconta. Dopo alcune stagioni da calciatore in Eccellenza con il Montegranaro, un grave infortunio a 23 anni ha chiuso anzitempo la carriera sul campo, aprendo però un nuovo percorso. Dal 2003 in poi, tanta gavetta nel settore giovanile del Montegranaro, l’esperienza alla Fermana con il campionato Nazionale Juniores, quindi le prime squadre tra Montegranaro, Maglianese, Invictus, fino al ritorno in paese con la Veregrense.
«Ringrazio la società che mi ha cercato – sottolinea – perché tornare a casa è una grande emozione. Allenare per passione i colori che hai indossato da bambino significa lavorare anche per la comunità, cercando di creare entusiasmo e una realtà solida».
L’obiettivo, infatti, va oltre il risultato immediato: «Stiamo costruendo un progetto serio e di continuità per i giovani del vivaio. Non abbiamo pressioni di classifica, il nostro unico obiettivo è far crescere questi ragazzi».
E se il presente sorride, il futuro della Veregrense sembra avere basi solide, fatte di lavoro, identità e passione autentica.
Scritto da La Redazione il 27/12/2025

















