SETTEMPEDA. Ricordare, celebrare, tramandare: festa per i 100 anni
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SAN SEVERINO MARCHE – Cento anni e non sentirli. La Settempeda taglia un traguardo che poche società dilettantistiche della nostra regione possono vantare e lo fa con una grande festa che ha coinvolto l’intera città. Lunedì 8 dicembre San Severino Marche ha voluto rendere omaggio alla sua creatura sportiva più longeva e, probabilmente, più amata: una realtà che, nel corso di un secolo di storia, ha potuto contare su dirigenti lungimiranti, tecnici di valore e atleti capaci di raggiungere i palcoscenici del professionismo.
La celebrazione si è svolta in una cornice unica, tra l’inimitabile Piazza del Popolo e il prezioso Teatro Feronia, dove sono stati rievocati i momenti più emozionanti di questa avventura sportiva. Grazie al lavoro minuzioso del “Comitato per il Centenario”, la serata ha alternato emozione, ricordi, intermezzi dialettali e interventi di ospiti, il tutto condotto con eleganza e precisione da Daniela Gurini e Roberto Pellegrino. A portare il proprio saluto il Sindaco Rosa Piermattei, il Presidente della FIGC Marche Ivo Panichi e l’Assessore Paolo Paoloni. Come ha ricordato Gabriele Cipolletta – autore del volume dedicato ai cento anni della Settempeda – l’obiettivo era triplice: ricordare, celebrare, tramandare. Tre parole che racchiudono perfettamente lo spirito della serata.
Il ricordo è passato attraverso racconti, fotografie e filmati che hanno ripercorso le pagine più gloriose di una società che, per San Severino Marche, è sempre stata molto più di una semplice squadra di calcio. Sul palco sono saliti allenatori e giocatori che hanno scritto capitoli indimenticabili, accompagnati dagli omaggi ai presidenti che nel tempo hanno sostenuto il club con dedizione. Dai Soverchia – con l’indimenticabile Gualtiero cui è intitolato lo Stadio – alla famiglia Sfrappini, presenza costante nella vita societaria, fino alla famiglia Crescenzi, con Marco alla guida del sodalizio da quasi dieci anni.
Come tutte le storie importanti, anche quella della Settempeda ha attraversato momenti esaltanti e periodi difficili: dall’apice del calcio regionale alla caduta quasi nell’oblio, fino alla ripartenza dalla Seconda categoria. Da lì il nuovo slancio, che ha riportato la squadra in Promozione e che punta a farla crescere ancora, per restituire alla città il ruolo calcistico che merita.
E non è un caso se San Severino Marche, con i suoi 12.000 abitanti, abbia dato i natali o le basi formative a un numero sorprendente di professionisti, come se in questo angolo del maceratese si respirasse davvero un’aria speciale. Da qui è iniziata la straordinaria carriera di Fabrizio Castori, uno degli allenatori più longevi e vincenti delle Marche. Qui è esploso il talento di Christian Bucchi, capace di spiccare il salto dai dilettanti alla Serie A con il Perugia. Sono passati dalla Settempeda anche Mancini, Pelati e Gentili. Ed è di San Severino Giacomo “Gek” Bonaventura, che da bambino ha iniziato il viaggio che lo avrebbe portato in Serie A e in Nazionale. Perfino chi ha lasciato la città ha mantenuto un legame con questa terra che ha dato i natali ai nonni di Nestor Sensini – ex Parma e Nazionale argentina – che ha inviato un videomessaggio di saluto, a dimostrazione che le radici non si dimenticano e che la passione per il calcio unisce anche a distanza.
A chiudere in bellezza la serata, il gran finale: la presentazione del nuovo inno della Settempeda, accompagnato dalle bandiere dei tifosi che sventolavano festosamente sul palco.
Lunga vita alla Settempeda: che questi primi cento anni siano solo l’inizio di un futuro ancora più luminoso.
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Scritto da La Redazione il 09/12/2025
























