Il fascino del "gol olimpico": la magia di Mehdi Ricci

Nel calcio esistono gol belli, gol pesanti e gol rari. Quando queste tre categorie si incontrano nasce una perla, di quelle destinate a restare nella memoria di un campionato. È quanto accaduto nel week-end del calcio pesarese, dove Mehdi Ricci ha firmato una rete straordinaria direttamente da calcio d’angolo, aprendo la strada alla vittoria del Real Mombaroccio sul Villa Ceccolini per 2-1, nel girone B di Seconda Categoria.
Il cosiddetto “gol olimpico” è una delle espressioni più affascinanti del gioco del calcio. Serve tecnica sopraffina, precisione millimetrica e una buona dose di coraggio. Ricci ha unito tutto questo in un solo gesto: rincorsa breve, destro educato e pallone che disegna una traiettoria velenosa, beffando portiere e difesa e infilando la sfera direttamente in rete. Un’esecuzione che ha strappato applausi anche ai tifosi avversari.
La rete non è stata solo bella, ma anche fondamentale. In una gara combattuta ed equilibrata, il Real Mombaroccio ha trovato grazie a Ricci il gol che ha sbloccato il risultato, mettendo la partita sui binari giusti e dando fiducia alla squadra. Il Villa Ceccolini ha provato a reagire, ma l’inerzia del match era ormai cambiata. Il successo finale per 2-1 porta la firma di una giocata che vale ben più dei tre punti.
Per Mehdi Ricci si tratta del terzo gol stagionale in campionato, un bottino che racconta di un giocatore sempre più decisivo e capace di lasciare il segno nei momenti chiave. Ma questa rete ha un peso specifico diverso: non capita tutti i giorni di segnare direttamente da calcio d’angolo, soprattutto nei campionati dilettantistici, dove l’estro individuale fa spesso la differenza.
Perché si chiama "gol olimpico"?
Il nome nasce nel 1924, dopo le Olimpiadi di Parigi: l’argentino Cesáreo Onzari segnò un gol direttamente da corner contro l’Uruguay, che era la nazionale campione olimpica. Da lì, quel tipo di rete fu chiamato "gol olimpico".
Scritto da La Redazione il 13/01/2026















