Roscioli: "Vorrei che la Futura avesse il mio carattere"
Parla il tecnico al secondo anno sulla panchina della società di Capodarco di Fermo

CAPODARCO DI FERMO. Alla vigilia della partenza del campionato di Prima categoria, che vedrà la Futura '96 impegnata nel girone D, abbiamo avuto il piacere di un breve colloquio con Fabio Roscioli (foto) allenatore della compagine di Capodarco di Fermo.
Come si sente mister, in vista della partenza?
"Sono fiducioso, abbiamo svolto un buon lavoro nella fase di preparazione ed ora è arrivata l'ora di dimostrare quanto di buono siamo in grado di fare".
Un primo giudizio sugli uomini a disposizione?
"Ringrazio la società che ha fatto grossi sacrifici per allestire una formazione in grado di ben figurare. Il Direttore Sportivo Daniele Santarelli ha lavorato, come sempre, in maniera egregia. Ho degli ottimi ragazzi anche da un punto di vista umano, spero che ci si possa togliere delle belle soddisfazioni. Dovremo essere uniti e compatti, un gruppo granitico tra chi gioca di più e chi purtroppo giocherà meno, se ci riusciremo saremo un avversario ostico per tutti, altrimenti sarà dura".
Quale può essere il rischio per una squadra come la Futura '96?
"Cullarsi sugli allori, dobbiamo dimenticare al più presto la stagione passata, come ripeto spesso ai miei ragazzi, guardarsi indietro potrebbe essere molto pericoloso; anche se è stata entusiasmante quella stagione è finita, guardiamo avanti".
Rispetto alla scorsa stagione avete perso Panti, ma avrete in pianta stabile Achilli?
"Il rientro dopo l'infortunio di Andrea Achilli per noi è fondamentale, sia come uomo che come giocatore, ha recuperato bene ma non deve avere fretta, deve essere sereno. Tutti conosciamo le sue qualità e sappiamo quanto può dare alla squadra".
Domenica ospitate la New Generation, ha studiato le sue mosse?
"Partiamo con una delle grandi favorite alla vittoria finale, una squadra molto rinnovata, con diversi elementi di categoria superiore, ci sarà da soffrire ma saremo tutti pronti ad essere protagonisti. Vorrei trasmettere alla squadra il mio spirito di quando giocavo, lottare sempre senza risparmio in ogni partita, come fosse una finale".
Scritto da Giuliano Santucci il 05/09/2014
















