Portorecanati, Manisera e la sfida impossibile: "Ero consapevole..."
Fanalino di coda in Eccellenza, ma l'entusiasmo non manca. "Quando mi hanno chiamato sapevo del ridimensionamento dell'organico e che avremmo dovuto puntare sui giovani"

PORTO RECANATI. Dieci giornate al termine di un campionato che a Porto Recanati nessuno vorrà ricordare, visto che fino ad ora ha regalato pochissime gioie e molte amarezze. Tante sconfitte (15 finora), una classifica che con i suoi 11 punti parla chiarissimo ma l’entusiasmo dei protagonisti è tale e quale a chi viaggia in alta quota. Incoscienza? No assolutamente. Qui si innestano delle considerazioni che il tecnico Luca Manisera (foto) ha esternato in attesa della partita di Colbordolo.
Mister, dopo la sconfitta beffa con il Montegiorgio ecco pronto sulla vostra strada l’Atletico Gallo Colbordolo.
“Partita difficile, contro una squadra che respira aria di playoff. Non ci tireremo indietro, anzi, proveremo a mettercela tutta, come facciamo sempre, perché è nostro dovere fare tutto quanto è nelle nostre possibilità”.
Il gruppo si allena con grande entusiasmo, cosa manca per fare risultato?
“Esperienza e qualcosa per completare una squadra a cui sotto il profilo del gioco e della crescita non si può imputare nulla. I ragazzi si impegnano, nessuno ha gettato la spugna nonostante i tanti risultati negativi che hanno determinato la nostra posizione di classifica”.
In queste condizioni come si riesce a lavorare?
“Quando ho accettato l’incarico di sostituire mister Tubaldi, sapevamo sia io sia i ragazzi cosa ci aspettava, visto anche il ridimensionamento dell’organico con le partenze di giocatori importanti. Sapevamo che non sarebbe arrivato nessun rinforzo e che il nostro serbatoio sarebbe stato il settore giovanile, dove ci sono tanti bravi ragazzi in crescita ma con scarsa esperienza”.
Tante sconfitte subite in rimonta, i motivi?
“Tanta gioventù, poca esperienza. Tutto un insieme di cose che alla fine si paga ma torno a dire che chi segue il Portorecanati, si sarà accorto che andiamo in campo con ragazzi datati '96/'97/'98 per affrontare gente che, riguardo l’età, conta almeno sei/sette anni in più. Il resto è facilmente intuibile”.
Da qui al termine della stagione che dirà ai ragazzi?
“Che è nostro dovere allenarci bene perché è comunque un’esperienza, anche se sotto il profilo dei risultati negativa; ci servirà molto sotto il profilo della crescita e questo è importante per il loro futuro di calciatori”.

















