Carucci lancia il Sassoferrato: "Sarà dura, ma diremo la nostra"
Intervista al tecnico

SASSOFERRATO. Fabio Carucci (foto) è il tecnico del Sassoferrato. Dopo una stagione trascorsa alla finestra, osservando più che operando, dopo una lunga estate con trattative portate avanti con diverse squadre marchigiane ed umbre, ha deciso di ripartire da Sassoferrato. Squadra sicuramente ambiziosa che punta al salto di categoria, nonostante una spietata concorrenza di almeno una mezza dozzina di squadre che si sono attrezzate per tentare la scalata al vertice. Chi è Fabio Carucci? E’ un tecnico di provate capacità. Giocatore prima con Matelica, Azzurra ’94, Monserra, senza dimenticare Budrio, cinque stagioni con il Cerreto, Visso, dove conquista la promozione in Prima categoria, Serrana e Matelica, anche in questo caso vince il campionato con un timoniere prestigioso come Francesco Palombi. Carucci, si può ben dire, nelle ultime due stagioni, prima dello stop forzato, ha vinto tutto, 54 partite tra Eccellenza e Serie D.
Mister, qual'è la sua storia di allenatore?
"Ho iniziato ad allenare con le squadre juniores del Matelica, prima provinciali poi regionali, prima di essere chiamato a svolgere il ruolo di secondo di Spuri Forotti. La sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Fermana, sul neutro di Chiaravalle, fu fatale al bravo Nicola ed ecco il mio subentro alla guida della prima squadra”.
Come mai dopo una brillante carriera di giocatore prima ed allenatore poi, ha trascorso una stagione da disoccupato?
“Questo è il calcio. E’ successo a tanti tecnici ed anche al sottoscritto, certe volte fermarsi un attimo non fa male”.
L’estate che ci siamo lasciati alle spalle per lei è stata davvero calda?
“Sicuramente si, visto che le richieste sono arrivate sia dall’Umbria che dalle Marche, poi alla fine della giostra ho accettato Sassoferrato”.
In molti lo davano alla guida di una squadra di serie D, poi la scelta Sassoferrato, perché?
“Perché non ho mai fatto differenze di categoria, nemmeno da giocatore”.
Che campionato pensa di affrontare nel girone A di Prima categoria?
“Difficilissimo, con almeno una mezza dozzina di squadre pronte a dar battaglia, come: Urbino, Vadese, Cagliese, Cantiano e Sant’Orso”.
Per il suo Sassoferrato cosa si aspetta?
“Lo abbiamo capito subito, domenica scorsa, perdendo con il Lunano che sarà durissima. Va però sottolineato anche, che abbiamo colpito ben cinque legni in altrettante conclusioni, evidentemente la dea bendata si è dimenticata di noi per l’occasione”.
I risultati della prima giornata, tutto secondo pronostico?
“Penso proprio di si, anche se noi non dovevamo perdere, ma questo è il calcio che non ti regala nulla, se prima non dai tu”.
Della seconda giornata cosa mette nel mirino mister Carucci?
“Tutti e nessuno, ma occhio a Sassoferrato-Fermignano, Cantiano-Santorso, Cagliese-Montecalvo e Gabicce-Urbino Pieve”.




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