Giacometti: "Il Matelica molto attento alla crescita dei suoi giovani"
Intervista con il responsabile del promettente settore giovanile biancorosso

MATELICA. Gianluca Giacometti (foto) allenatore degli Allievi regionali del Matelica da quattro stagioni, mentre da tre ricopre l’incarico di responsabile del settore giovanile biancorosso. Giacometti nasce calciatore nel settore giovanile del Fabriano calcio, un salto nel calcio che conta, la partecipazione ad uno stage con Vatta al quale partecipavano giovani promettenti come De Piero, tanto per fare un nome. Protagonista in prima persona di una finale nazionale Allievi, nella stagione 90/91, persa (4-1) con l’Aldini di Milano. Dopo alcune stagioni da calciatore vestendo, tra le altre, le maglie del Fabriano e del Cerreto, un infortunio lo mette fuori gioco ancora giovanissimo, ma non lascia il calcio iniziando la carriera di allenatore.
Mister, soddisfatto di guidare il settore giovanile di una società in grande crescita come il Matelica?
“Sicuramente si. Abbiamo oltre 200 ragazzi ed è piacevole lavorare con loro”.
Con quanti tecnici si interfaccia?
“L’intero settore giovanile vede impegnati sedici tecnici che operano nelle diverse squadre, con compiti di primo allenatore o collaboratore”.
Lei è alla guida degli Allievi regionali sin dal suo arrivo alla corte biancorossa.
“Si sono alla guida degli Allievi del Matelica da quattro stagioni, con grandi soddisfazioni dal punto di vista calcistico e non solo”.
Settore giovanile con tanti ricordi che non dimenticherà facilmente.
“Senza dubbio ci sono momenti che non dimentichi, come le finali nazionali quando abbiamo incontrato e battuto il Bassano, pareggiato con la Nuova Napoli, disputando la finale con i milanesi dell’Aldini”.
Un confronto con il calcio di oggi è possibile?
“Il calcio è sempre quello, si può sempre migliorare con la collaborazione di tutti, ragazzi in primis che sono gli attori principali, in un periodo molto importante della loro crescita”.
Nella ultime stagioni si è parlato molto poco di crescita dei ragazzi e molto di più delle formule adottate nello svolgimento dei campionati.
“Sulle formule c’è poco da dire, visto che sono uguali per tutti e nessuno può tirarsi indietro. Sono convinto che i protagonisti veri sono i ragazzi che rendono interessanti le formule”.
Gira voce che la prima parte della stagione serva a poco, visti alcuni squilibri nella struttura dei gironi.
“Non è stato il caso nostro che abbiamo dovuto sudare la qualificazione per partecipare al campionato regionale”.
In questa seconda fase come stanno andando le cose?
“Abbastanza bene. Nel nostro girone il livello tecnico è buono. Guida la classifica il Ponte, forse, la squadra più attrezzata di tutti ma attenzione al Tolentino, guidato da Stefano Tombolini che dispone dei mezzi necessari per inserirsi nella cosra al vertice”.
Per il suo Matelica possibilità di aggancio in vetta?
“Sette punti di ritardo sono tanti rispetto alla squadra leader, ma gli obiettivi non sono concentrati tutti nel primo posto in classifica ma, ad esempio, nel far decollare i ragazzi migliori nella squadra juniores per fare esperienza in un campionato di categoria superiore. Nel periodo di crescita dei ragazzi fare esperienza con gente più grande è fondamentale”.


















