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Edizione provinciale di Macerata


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Daniele Grillini, dalla Samp alla Civitanovese "costruendo" numeri uno

Umbro, arrivato con mister Schenardi, racconta il suo ruolo: "Tornare tra i Pro un sogno. Handanovic il migliore, Donnarumma il futuro"

CIVITANOVA MARCHE. In estate è arrivato alla Civitanovese con Marco Schenardi, pronto per affrontare la Serie D. Ad agosto invece si sono ritrovati in Eccellenza ma il progetto era troppo ambizioso per mollare e così ad aprile mister Daniele Grillini (foto) si gode la vittoria finale, essendo rimasto anche con Massimo Paci nel ruolo di vice allenatore e preparatore dei portieri. Buona parte del merito di una difesa rocciosa è suo, molto bene si è comportato infatti il portiere Mazzoni, estremo difensore umbro con il quale Grillini aveva già lavorato a Spoleto. La sua carriera da preparatore è stata ricca di successi: fin dai tempi dell’Ostia Mare ha collezionato una serie di successi e promozioni e si è confermato vincente anche quest’anno.

Mister intanto complimenti per la vittoria del campionato con un margine così netto. Parlaci un po’ di te, del tuo percorso calcistico.
“Prima di intraprendere la carriera da preparatore dei portieri ho giocato anche io a calcio. Sono cresciuto nel settore giovanile della Dinamo Calcio, una società di Terni, la città nella quale sono nato. A 16 anni ho esordito in Eccellenza con quella maglia e nella stagione successiva mi sono trasferito nell’Amerina Calcio sempre in Eccellenza dove sono rimasto per tre stagioni. Purtroppo per problemi di salute ho dovuto smettere presto, a 25 anni, da lì mi sono buttato nella carriera di preparatore”.

Quali i primi significativi momenti del tuo percorso da preparatore?
“Ho iniziato all'Ostia Mare nella stagione 2002-2003 dove sono stato per due stagioni vincendo un l’Eccellenza e una Coppa Lazio. Dal 2004 al 2006 son passato ad una società ternana chiamata Stroncone calcio dove mi sono occupato di tutti i portieri del settore giovanile e della prima categoria vincendo anche un campionato. Dal 2006 al 2009 sono stato al Montecchio dove abbiamo vinto due campionati, uno di Prima categoria e uno di Promozione”.

Poi è arrivata la chiamata della Sampdoria. Come sono andate le cose?
“Sono arrivato a Genova grazie a mister Beruatto, con il quale avevo collaborato a Spoleto. Un’esperienza fantastica condita dalla vittoria dello scudetto con gli Allievi nazionali, battendo nella finale di Montepulciano l’Empoli ai calci di rigore. In quell’anno a Genova sono molto cresciuto dal punto di vista umano e professionale, ho avuto la fortuna di collaborare con la prima squadra, rapportandomi con portieri come Fiorillo,  Da Costa e Romero. In quel 2011-2012 la Samp, con Iachini in panchina, fece un girone di ritorno strepitoso vincendo i playoff e tornando in seria A. Nonostante fossi stato riconfermato a fine stagione per motivi personali ho preferito riavvicinarmi a casa e sono tornato in D a Spoleto, società nella quale sono rimasto tre stagione prima di approdare con Schenardi alla Civitanovese, altro uomo al quale devo molto”.

Come è stata questa tua prima stagione con la maglia rossoblù?
“Mi sono trovato fin da subito molto bene. E’ una piazza calda, molto esigente e stimolante dal punto di vista professionale. Qui mi sono occupato a 360 gradi della preparazione dei portieri dal settore giovanile alla prima squadra. Civitanova paga ultime gestioni poco serie, è una squadra che merita sicuramente altri palcoscenici. Se ci sarà la possibilità il prossimo anno mi piacerebbe rimanere e continuare il lavoro intrapreso”.

Qual è il tuo modello di portiere ideale mister?
“Il mio modello di portiere ideale è Handanovic, lo reputo un portiere completo. Mi piace molto anche Reina per la sua predisposizione a giocare molto con i piedi. Tra i giovani senza dubbio il migliore di tutti è Donnarumma, merito di un grande preparatore come Alfredo De Magni che ha saputo costruire un talento attraverso un percorso formativo tecnico, fisico e mentale”.

C’è qualcosa che rimpianto nel tuo percorso professionale?
“Non rimpiango nulla però di sicuro un grosso rammarico è quello di aver lasciato Genova a quel tempo. Non nascondo che mi piacerebbe molto tornare a lavorare nel professionismo, spero mi verrà concessa una seconda possibilità, lavoro per far sì che questo accada”.

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  Scritto da Giulia Santarelli il 20/04/2016
 

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