Belfortese-Visso. Quando il calcio va oltre il rettangolo verde

La Belfortese vince nel secondo incontro di Coppa Marche contro la neopromossa Visso, ma oltre alla vittoria c'è stato un momento toccante, quando lo storico dirigente e guardalinee della Belfortese Stefano Campelli ha donato una targa al giocatore del Visso Marco Rosi, figlio dell'indimenticabile presidente Natalino, in segno dell'amicizia che legava i due da diversi anni.
Lo stesso dirigente lo ricorda così: «Ci siamo conosciuti più di 20 anni fa, quando sia la Belfortese sia il Visso militavano in Terza Categoria. Fin da subito è nato un feeling speciale tra noi, sempre nel massimo rispetto, mai una parola fuori posto, soltanto sorrisi e strette di mano. Natalino, quando mi incontrava, mi diceva sempre: “Oi Belforte, come va?”. E io lo abbracciavo con rispetto, tra due persone come noi appassionate di calcio locale, sempre però con quel pizzico di rivalità agonistica che ha contraddistinto negli anni la Belfortese e il Visso.
Poi un giorno, per caso, sono capitato all'ospedale di Camerino e l'ho visto ricoverato. Appena mi ha incrociato mi ha detto: “Belforte, accompagnami di sotto a prendere il giornale”. Mi ha fatto tanto piacere averlo preso per un braccio e accompagnato all'edicola. Ricordi indelebili.
Poi, pochi anni fa, quando stava già male, ci siamo incontrati al campo di Pievebovigliana. Mi ha guardato, insieme all'inseparabile amico Quinto, e mi ha detto: “Belforte, non mi riconosci?”. Lì ho sentito un tuffo al cuore: non era più fisicamente il Natalino che conoscevo. Purtroppo la vita è così.
Oggi sono stato felicissimo di donare questa targa, ricordo della nostra amicizia, al figlio Marco. Abbiamo sentito entrambi una forte emozione e gli ho detto queste parole: “Marco, devi essere orgoglioso perché hai avuto un padre meraviglioso”».
(Diego Cartechini)
Scritto da Diego Cartechini il 12/09/2026

















