image host

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×
image host

Prima Categoria Girone D 2025/2026


Prima di aggiungere i marcatori assicurati che siano presenti le rose di Venarotta e di Piane di Morro

Venarotta Piane di Morro
1 : 1
 

Commento



VENAROTTA: Esposto, Calvaresi, Ferri, Trasatti, Biondi, Simoni, Cesani, Sciamanna, Sestini, Amadio, Argira(75' Petritola). All. Clerici
PIANE DI MORRO: Mori, Capriotti(50' Traini), Bocchino, Camaioni(80' Regoli), Scielzo, Tulli, Fagotti, Fares, De Luca(72' Panichi), Saverino, Rosati. All. Pilone
Arbitro: Di Stasio di fermo
Reti: 40' Camaioni, 58' Sestini
 
Gara ben giocata da entrambe le compagini che si affrontano senza tatticismi esasperati. Partono bene gli ospiti che legittimano il vantaggio di Camaioni, nella ripresa dopo il pari di Sestini i locali sfiorano il raddoppio in un paio di circostanze. Nel finale ancora ospiti pericolosi. Un pari che ci può stare.

LA PORTA E´ COME UNA DONNA, BISOGNA PUNTARLA PER RIUSCIRE A CONQUISTARLA

La bellezza non è l'unica cosa a cui puoi appellarti per essere un vincente. Sarà sempre così nel calcio come nella vita. Il Venarotta cucito abilmente dal sarto Gianni Clerici è bellissimo, elegante, una giacca di prima classe solo per persone di un certo gusto calcistico. Ma è anche abbastanza scomoda. Questa volta non possiamo dare ragione al detto: "chi bello vuole comparire qualche pena deve soffrire". Perché di pene i giallorossi non ne hanno mai avute. La bellezza del gioco giallorosso ci ha portati a otto punti in classifica pareggiando in casa col Piane di Morro. La bellezza non ci fa fare punti se non è condita anche con un pò di efficace cinicità. Simoni e compagni forse tendono a specchiarsi troppo nel divertente gioco che riesce in termini di fluidità di trama, distanza tra i reparti e cambi di gioco richiesti ad inizio stagione proprio da suddetto sarto. Poi manca la cattiveria di dover far goal, quella di fare un tocco in meno indietro per puntare la porta in maniera determinante e anche a volte cattiva. Ci vuole la cattiveria altrimenti la bellezza rimarrà fine a se stessa. Sembrerà un ossimoro ma è così: giocare bene non serve se poi non si segna. Per carità, sarà sicuramente un momento che "a da passà" ma certo le almeno sette palle goal nitide create dal nostro team contro il Piane di Morro fanno a cazzotti con il tabellino che segna una sola rete giallorossa. Per questo serve essere più cattivi, per concretizzare tutta la beltà. Forse per questo oggi è tornato, in campo e al goal, un certo Eros Sestini, discutbile sul piano della bellezza nel suo ruolo ma assolutamente efficace quando c'è stato bisogno di una zampata vincente per pareggiare. Questo non vuol dire che per vincere bisogna essere meno belli. Forse far coincidere questi due aspetti sarà possibile un giorno. Per ora sarebbe meglio essere vincenti. Come si fa? Basta fare come ha sugerito qualcuno: la porta è come una bella donna, la bisgona puntare e volere con forza per riuscirla a conquistare.