Aloisi - Offida, una separazione al veleno...
Tutta l'amarezza del tecnico all'indomani dell'inaspettato esonero

ASCOLI PICENO. Essere esonerati lascia sempre un po’ di amaro in bocca. Soprattutto se la notizia arriva, come un fulmine a ciel sereno, quando la propria squadra sta disputando un buon campionato e sta raggiungendo gli obiettivi fissati ad inizio stagione. E’ questo il caso di Gianni Aloisi (foto), messo alla porta dall’Offida dopo l’ottimo pareggio ottenuto sabato contro il Ripatransone e con la squadra ormai ad un passo dalla salvezza. E così l’allenatore ascolano si è voluto togliere qualche sassolino.
“L’obiettivo dell’Offida era quello di mantenere la categoria e ormai era quasi fatta – spiega Aloisi, che per la sua bravura non farà certamente fatica a trovare un’altra sistemazione la prossima stagione -. Ultimamente siamo incappati anche in qualche risultato negativo e durante una stagione ci può stare un momento in cui si verifica un calo fisico. Inoltre, mi sono venuti a mancare dei giocatori fondamentali, con il direttore sportivo (Ciotti) che è stato protagonista di un mercato davvero deludente, non riuscendo a completare la rosa nel mercato invernale. Sono stati ceduti dei giocatori importanti e non è arrivato nessuno. Anzi, sono stato spesso costretto a puntare su dei ragazzi del ’99 o del 2000 prelevandoli dagli Allievi. Nel reparto avanzato ormai non avevo più nessuno a disposizione. Qualcuno parlava di play off ma era ormai impossibile raggiungerli, soprattutto perché la squadra non era in grado di lottare per un obiettivo del genere. Dispiace essere esonerati a otto giornate dalla fine, quando l’obiettivo della salvezza era ormai stato ottenuto. Se la giustificazione dell’esonero è rappresentata dalla mancanza di risultati, si tratta di una vera e propria vergogna. Ormai nel calcio non c’è più meritocrazia, neanche nelle categorie dilettantistiche – prosegue Aloisi -. Si era creato comunque un bel gruppo e ringrazio tutti i giocatori per l’impegno profuso in questi mesi. Ringrazio anche il dirigente Patrizio Salaris che mi è stato sempre molto vicino, nonché lo staff composto da Cori, Bagalini, Pacioni e il nostro preparatore atletico. All’Offida vogliono tutto e subito, senza un minimo di programmazione. Il calcio non si fa così. A inizio stagione dicevano che per fare i playoff non c’era la disponibilità finanziaria, devo dedurre che ora sia stata trovata. Qualcosa, francamente, non quadra. Ho fatto il possibile con il materiale umano che avevo a disposizione, ma non è bastato. Dietro al mio esonero ci sono troppe cose strane, ma il calcio ormai è ridotto così e non possiamo farci niente. A me hanno detto che sono stato mandato via perché volevano progettare la nuova stagione, invece leggo che il presidente avrebbe parlato di una mancanza di risultati. Chi ci capisce è bravo...”.
Scritto da La Redazione il 16/02/2016
















