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Massimo Ciocci: "Io a Tokio per insegnare calcio e il metodo Inter"

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Massimo Ciocci, oltre 200 partite tra i professionisti, 120 in serie A indossando la maglia dell’Inter, squadra con la quale ha debuttato nella massima serie, era il 1987, contro il Napoli. E' la storia del campione di Corridonia che insieme a Franco Garbuglia è uno dei due giocatori dell’antica Montolmo che hanno sbarcato in serie A. Era il 1982 quando un ragazzino di 14 anni è arrivato nella Milano dei paninari e dei Duran Duran sognando di diventare un calciatore: diventerà la stella dell'Inter di Giovanni Trapattoni. Una carriera ricca di soddisfazioni. Con il settore giovanile dell’Inter ha vinto il campionato nazionale allievi ed il Viareggio nell’edizione dell’87 battendo in finale la Sampdoria: alla guida Arcadio Venturi. Ha indossato la maglia azzurra con le nazionali giovanili under 14 e 16, under 20 disputando la finale con la Jugoslavia e presenze nell’under 21 e nella nazionale militare. Ha giocato con Inter, Padova formando la coppia d’attacco con Galderisi, Ancona, Cesena, Inter, Spal, Genoa, Pistoiese per concludere la sua carriera con Verbania e Borgosesia. Nella sua lunga carriera ha avuto allenatori importanti come Trapattoni, Suarez, Orrico nell’inter, Lippi a Cesena, Guerrini ad Ancona, Sandreani a Padova. Ha avuto anche un’esperenza come allenatore, ha guidato il Chiesanuova nella stagione 2006/2007 ha continuato il suo lavoro a Corridonia come responsabile del settore giovanile e della prima squadra. L’Inter lo ha chiamato per far tesoro dell’esperienza di un grande campione mandandolo in giro per mezzo mondo per insegnare calcio ma soprattutto il metodo Inter.

Ciocci, quali sono state le tue esperienze con il settore giovanile dell’Inter nel mondo?
“Per conto della società del presidente Moratti sono stato negli Emirati Arabi e a Calcutta con l’obiettivo  di insegnare calcio, esportare il metodo Inter. Lavorare con i ragazzini di quei paesi è sicuramente stimolante, hanno fame di calcio”.

Le due esperienze che hai maturato negli Emirati arabi ed in India, ti saranno d’aiuto per la prossima esperienza in terra giapponese?
“Tutto aiuta, lavorare in una scuola calcio come quella di Tokio è sicuramente quanto mai stimolante visto che questa volta non saranno i classici quindici giorni ma ben tre anni”.

Sarà un’esperienza tutta da vivere?
“Sicuramente sì. Saranno tre anni intensi che inizieranno a fine mese, data della partenza per la capitale giapponese”.

L’università di Tokio ha voluto l’inter Academy per un periodo così lungo.
“Proprio così. E’ la famiglia Tanaka che ha voluto questa collaborazione con l’Inter Accademy. Non i soliti dieci o venti giorni ma un periodo molto più lungo per far crescere tecnicamente i ragazzini che ci verranno affidati”.

Di quale fascia d’eta?
“Ragazzini dai sei anni in avanti. Un’esperienza sicuramente inebriante. I giaponesi credono in questo progetto. La nostra presenza a Tokio sarà curata nei dettagli dal responsabile Marco Monti di casa Inter”.

Esperienza forte e quanto mai affascinante.
“Sicuramente sì, ne sono convinto”.

Per fare questa esperienza lascia Corridonia i ragazzini che nelle ultime tre stagioni hai seguito  da vicino...
“Per questo vorrei ringraziare tutti per l’esperienza vissuta a Corridonia, onorato di aver lavorato con gente squisita, allenatori, collaboratori che non si sono mai tirati indietro. Un’esperienza che mi porterò a Tokio”.

(Enrico Scoppa)

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  Scritto da La Redazione il 08/07/2013
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