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CICLISMO. I "Forzati della Strada" ripercorrono la storia

Il colpo d’occhio è davvero suggestivo: le storiche vie del borgo di Montelparo invase da un centinaio di ciclisti con vecchie maglie di lana, tubolari a tracollo e in sella a vecchie bici di acciaio, scortati da auto e moto d’epoca. Immagini, rumori provenienti da lontano, conosciute solo attraverso vecchie foto in bianco e nero. “I Forzati della Strada” hanno ridato colore ai ricordi di un ciclismo che non c’è più, che ha scritto la sua leggenda sulle strade bianche, le stesse che si inerpicano sulle colline del Fermano in un paesaggio ineguagliabile che può competere ad armi pari con quello molto più celebrato della Toscana, come hanno fatto notare gli stessi partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia e qualcuno persino dall’estero.

In gruppo, infatti, hanno pedalato anche due olandesi, un inglese e un americano. Tutti sorpresi da questa scenografia naturale, l’ideale per una rievocazione delle gare epiche che hanno scritto la leggenda del ciclismo. E con il caldo afoso i ciclisti si sono sentiti dei veri “Forzati”, proprio come il celebre giornalista francese Albert Londres aveva definito i corridori del Tour negli anni ’20. Al via di questa cicloturistica d’epoca si sono schierati anche due campioni del passato: Pietro Guerra, lo storico gregario di Felice Gimondi, che ha anche indossato la maglia rosa, e Giorgio Furlan, uno dei più forti corridori degli anni ’90, con un palmares da brividi che comprende, fra l’altro, Milano Sanremo, Freccia Vallone, Giro di Svizzera e Tirreno Adriatico.

Ma la sorpresa più grande è stata la forte presenza di giovani che hanno scoperto la bici e il suo grande valore culturale. Un valore che è un costante punto di riferimento di questa manifestazione che, attraverso il “gioco” di calarsi nei panni dei pionieri del ciclismo, si propone di riscoprire l’importanza del paesaggio e delle tradizioni troppo frettolosamente accantonate dall’euforia dell’industrializzazione. Oltre a recuperare le strade secondarie come percorsi alternativi per i ciclisti e cercare di salvaguardare quell’immenso patrimonio costituito dalle strade bianche. Tutti elementi preziosissimi anche dal punto di vista economico, se visti in una prospettiva turistica. E lo splendido borgo di Montelparo è molto sensibile a questo tema, una attenzione ripagata dalla folta presenza turistica. L’evento è stato arricchito da una mostra sulla storia del ciclismo e su Fiorenzo Magni, il campione al quale era dedicata la manifestazione, curata da Ugo Pallotti.

 

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  Scritto da La Redazione il 03/08/2013
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