Un Ponte lungo...20 anni! La presidente Brasca: è boom di iscrizioni

MORROVALLE. Nato come un luogo di ritrovo dove praticare dello sport in maniera sana, oggi Il Ponte Calcio di Morrovalle (MC) conta circa 200 bambini e uno staff tecnico di 12 istruttori. Un settore giovanile in continua crescita che negli ultimi anni ha raggiunto numeri importanti e che soprattutto nel 2014 festeggerà i 20 anni di attività, un traguardo non trascurabile per una società che si occupa solo ed esclusivamente di puro settore giovanile.
“Siamo nati nel 1994 – racconta la Presidente Manuela Brasca (foto) – all’inizio più che altro per creare un luogo dove consentire ai bambini di giocare e divertirsi in maniera sana, quasi un’attività da oratorio, ma con la volontà di fare le cose nella maniera giusta per i ragazzi. Attività che si è allargata nel corso degli anni tanto da spingerci ad attivare dei corsi più organizzati sotto il profilo tecnico e la scelta si è rivelata quella giusta. Negli ultimi 4 anni abbiamo avuto un incremento notevole di iscrizioni, esattamente sono 197 i ragazzi che giocano qui divisi nelle categorie: Piccoli Amici, Pulcini, Esordienti, Cadetti, Giovanissimi e Allievi che fanno riferimento alle aree urbane di Morrovalle, Trodica e i comuni limitrofi”.
Una bella realtà che richiede molto impegno ed anche strutture idonee.
“Oggi – sottolinea la Presidente - contiamo uno staff tecnico composto di 12 istruttori di cui 2 preparatori atletici e 2 preparatori dei portieri tutti coordinati da Marcello Grassetti. E’ evidente che abbiamo bisogno di spazio per lo svolgimento degli allenamenti e delle gare di campionato fra cui il Comunale in erba di Morrovalle e l’antistadio in terra battuta oltre a poter usufruire una volta la settimana anche del Comunale di Montelupone. Nel corso degli anni abbiamo raggiunto anche degli accordi con altre società per dare uno sbocco ai ragazzi che terminano con noi il loro percorso: ci sono società come il Trodica Calcio, la Monteluponese ed anche il Cesena Calcio, siamo comunque aperti a confrontarci con chiunque”.
Come vive il suo ruolo di Presidente in un mondo prettamente maschile?
“E’ vero quello del calcio è un mondo molto al maschile – conclude Manuela Brasca – all’inizio c’è qualcuno che si accigliava un po’, poi hanno imparato a conoscermi e sanno che posso diventare cruda e determinata come un uomo. Diverso il mio rapporto con i ragazzi, capita spesso che quando c’è da prendere qualche provvedimento con qualche ragazzo venga fuori il cuore di mamma pronto a perdonare, ma poi il mio staff mi spinge a tirarmi indietro e alla fine assecondo queste indicazioni perché so che sono utili per far crescere sotto il profilo umano il ragazzo”.
Scritto da Alessio Carassai il 31/10/2013

















