Eustacchi agli arbitri: "Meno protagonismo, più tutela del gioco"
Il presidente del Caldarola invita i direttori di gara a sanzionare maggiormente gli interventi duri

CALDAROLA. "Dobbiamo tutelare di più il gioco. Si fanno tanti proclami ma poi ci sono sempre gli stessi problemi”. Questo lo sfogo di Claudio Eustacchi (foto), presidente del Caldarola (Prima categoria C), che attualmente occupa l’ultimo posto in classifica a 4 punti insieme alla Grottese. La sua però è una considerazione che va oltre l’aspetto puramente del risultato, quanto piuttosto la necessità di dare una sterzata al modo di tutelare le società e soprattutto i ragazzi che giocano a pallone.
"Partiamo da un concetto di base – spiega Eustacchi – non voglio sindacare sui risultati delle partite, quest’anno sapevamo di dover soffrire, abbiamo fatto una scelta all’inizio di stagione puntando veramente sui giovani, l’età media della squadra è molto bassa e soprattutto sono tutti ragazzi del posto. Il risultato è che creiamo tanto, ma non abbiamo la freddezza e l’esperienza di fare gol, poi al primo errore veniamo puniti e questo fa parte del gioco ed è giusto così. La cosa grave è che non si possono permettere che le partite di calcio si trasformino in zuffe. E’ capitato già all’inizio di campionato di partite molto maschie in cui gli scontri di gioco si sono susseguiti con intensità e soprattutto con una certa cattiveria che nulla hanno a che fare con il calcio soprattutto dopo che il risultato è già acquisito. Alcune settimane fa c’è stato un brutto scontro durante la partita con il Casette Verrdini in cui Mercorelli dopo uno scontro si è rotto tibia e perone. Stavamo perdendo 3 -0 a zero subendo continui falli, i nostri ragazzi hanno continuato a giocare cercado di fare la partita, poi su una palla contesa a centrocampo su cui normalmente non si creano apprensione è uscito fuori un contrasto duro, un fallo comuque fortuitro che però si è concluso un brutto infortunio. Tutto questo è frutto di un arbitraggio che non ha fatto altro che creare le condizioni affinchè si sviluppasse un gioco violento"
Quindi il suo è un appello agli organi Federali e alla categoria degli arbitri?
“Quello che intendo dire è che bisogna di più tutelare il gioco. I falli, gli scontri di gioco fatti con cattiveria, gli interventi da dietro, vanno tutti sanzionati. Invece succedono cose paradossali. Gli arbitri si dimostrano troppo permissivi contro questi comportamenti, poi per una parola, arriva il giallo o peggio l’espulsione. Voglio fare un esempio, nell’ultima partita contro Monte Urano, gara che abbiamo perso 3-0, la partita è stata tranquilla, non ci sono stati episodi particolari. Poi capita una mischia a centro campo, da cui nasce un parapiglia generale a causa di una reazione di un giocatore avversario dopo aver subito un normalissimo fallo di gioco e ora ci troviamo con due ragazzi espulsi di cui uno per somma di ammonizioni. La prossima settimana dovremo affrontare la Grottese, sarà uno scontro diretto e noi non potremo contare su alcuni importanti giocatori titolari”.
E’ vero che alcuni dirigenti hanno chiesto di ritirare la squadra?
“Questo argomento è saltato fuori almeno in un paio di occasioni, ma alla fine non vogliamo che a rimetterci siano i ragazzi che vogliono solo giocare e che nonostante tutto si impegnano ogni settimana. Anche quando andiamo sotto di due gol vedi i ragazzi correre e dare il massimo, non ci sentiamo di fargli questo torto. Gli organi federali ci dicono di essere collaborativi, ma bisogna che anche i direttori di gara lo siano, tutelando i giocatori e le società che fanno grossi sacrifici per poter gestire una stagione. Invece molto spesso arrivano persone arroganti, che rispondono male, che non riescono a tenere in mano una gara ed anzi e questo finisce per esasperare gli animi e peggiorare le cose. Ho fatto presente queste mie osservazioni al direttore di gara di sabato dicendogli che l’unico protagonista in campo era stato lui, la conseguenza è che sono stato allontanato”.
Scritto da Alessio Carassai il 19/11/2013
















