Dall'Iran al...Castelfidardo. A tu per tu con Mirco Omiccioli
"Ci sono tutte le possibilità per centrare la salvezza. L'esperienza all'estero di 10 anni fa? Mi ha fatto crescere molto"

CASTELFIDARDO. È partita da quasi una settimana l'avventura di mister Mirco Omiccioli (foto) sulla panchina del Castelfidardo. La tabella di marcia del neo trainer biancoverde ha previsto doppie sedute di allenamento da mercoledì scorso fino a sabato. Invece da martedì si riprenderà a lavorare normalmente in vista della difficile trasferta di Celano. Un crocevia importante per conquistare la missione salvezza. Abbiamo interpellato proprio il nuovo allenatore dei fisarmonicisti per sapere le sue prime impressioni nel nuovo ambiente.
Mister Omiccioli, arriva sulla panchina del Castelfidardo per cogliere salvezza. Missione difficile ma non impossibile?
"Credo che ci siano tutte le possibilità per centrare questa salvezza, l’importante è sacrificarsi tutti per ottenere l’obiettivo. A tal proposito ho trovato un gruppo che si applica tanto e molto umile. Questo mi fa piacere. Del resto la squadra ha quasi sempre fatto le prestazioni anche se purtroppo ha raccolto poco. La società mi ha chiesto la salvezza e sono fiducioso, anche se ovviamente dobbiamo lavorare tutti al massimo".
Come ha trovato il gruppo? Conosceva già qualche giocatore?
"Tolti Cavaliere e Sbarbati che avevo già allenato a Recanati, con gli altri ci stiamo conoscendo meglio in questi giorni. Comunque ho trovato un bel gruppo, che magari era un po’ giù di morale visti gli ultimi risultati. Però stanno lavorando tutti bene. Sono felice di questa sosta lunga che ci ha permesso di allenarci maggiormente nella scorsa settimana. Adesso iniziamo a lavorare normalmente in vista della insidiosa trasferta di Celano. Una di quelle sfide che sembrano facili sulla carta, ma in realtà nascondono molte insidie. Sarà importante partire subito con il piede giusto".
Cosa lo ha spinto a scegliere il Castelfidardo? Cogliere una salvezza non è mai facile.
"A me piacciono le sfide, del resto non è mai facile conquistare una salvezza così come una promozione. La dirigenza biancoverde mi ha cercato ed ho accettato questa nuova avventura che mi permette di tornare sui campi di gioco. Ho trovato un ambiente familiare e la società mi lascia lavorare tranquillo. La salvezza non è scontata ma ci proveremo fino alla fine".
Nel suo lungo curriculum può vantare anche un'esperienza nel campionato iraniano, nel Saipan Teheran nella serie A iraniana, circa 10 anni fa. Il calcio iraniano da allora si è molto evoluto, ma che impressioni ha tratto da questa esperienza?
"Sicuramente il calcio iraniano in questo decennio è cambiato ed ha fatto un salto in avanti notevole. Basti vedere anche la stessa nazionale iraniana che è molto migliorata. Detto questo lavorare in Iran non è mai facile perchè ti trovi in un ambiente difficile, dove c'è comunque un regime. Tuttavia nella mia esperienza ho incontrato gente disponibile con voglia di lavorare e di imparare. Dieci anni fa ho fatto questa scelta per curiosità e perchè voleva provare un'esperienza in un mondo nuovo. Ci sono state delle difficoltà, ma è stata un'esperienza positiva, che mi ha aiutato a crescere molto."
Scritto da Matteo Valeri il 02/02/2015
















