"Io, esonerato dal Castelfidardo per una questione di... allenamenti"
Mirco Omiccioli tiene a precisare il perchè della separazione dopo due mesi e mezzo: "Avevo imposto due sedute al giorno ma a qualcuno non andava bene".

E’ durata meno di due mesi e mezzo l’avventura di mister Mirco Omiccioli (foto) sulla panchina del Castelfidardo. Il tecnico di Fano, chiamato dalla dirigenza fidardense a risollevare la situazione in casa biancoverde dopo l’esonero di mister Roberto Mobili il 25 gennaio, ha concluso la sua esperienza con la brutta sconfitta per 3-0 in quel di Pesaro nel delicato match salvezza. Tuttavia l’allenatore lascia il Castello con uno score totale di 11 punti raccolti in 9 gare, frutto di 3 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Un cammino tutto sommato in linea con l’obiettivo salvezza. Proprio l’ex tecnico biancoverde commenta il suo esonero, avvenuto un po’ a sorpresa.
Mister, un esonero un po’ a sorpresa. Se lo aspettava?
“No. Sono deluso e amareggiato per come sia finita la mia avventura a Castelfidardo. Mi dispiace veramente perché alcune partite le avevamo giocate anche bene. Inoltre in 9 partite abbiamo collezionato 11 punti, un ruolino di marcia accettabile per una squadra che vuole provare a salvarsi. Significa che qualcosa ho dato anche io. Purtroppo siamo incappati in due partite infelici di cui mi scuso a nome mio e dei ragazzi. Due prestazioni veramente inguardabili e mi è molto dispiaciuto anche per i nostri tifosi che ci hanno dato sempre il massimo del supporto.”
Cos’è che non ha funzionato?
“Purtroppo si era giunti ad una situazione complicata da gestire anche per il sottoscritto. Mi spiego meglio. Da quando sono arrivato ho deciso di mettere le doppie sedute d’allenamento giornaliere, mentre in precedenza ogni giorno vi era solamente una sola seduta d’allenamento nel tardo pomeriggio. Un’esigenza per venire incontro ai quei calciatori che lavorano. In un campionato come la serie D quasi tutte le squadre lavorano con la doppia seduta d’allenamento. Non farla sarebbe stato un modo di avvantaggiare i nostri avversari. Io rispetto al massimo coloro che lavorano e giocano a calcio, perché in un periodo di crisi come questo è difficile trovare un’occupazione. Però, per noi che viviamo di calcio, è normale dedicarsi a tempo pieno alla squadra, soprattutto in serie D. I giocatori che lavorano non condividevano appieno la mia scelta e volevano tornare alla singola seduta d’allenamento giornaliera. In Promozione o in Eccellenza è la normalità, ma in serie D non è molto percorribile secondo il mio punto di vista. Pertanto si è arrivati ad una spaccatura con alcuni giocatori. La società, che è alla sua prima esperienza in questa categoria e non conosce appieno molte dinamiche della serie D, ha deciso di allontanarmi per poter rimettere nuovamente la singola seduta d’allenamento giornaliera. Questa non vuole essere affatto una polemica nei confronti della società, ma una semplice constatazione. Ho incontrato bravissime persone nella dirigenza del Castelfidardo, con cui ho avuto sempre un ottimo rapporto, però non abbiamo la stessa visione del calcio”.
Ma quindi qualche giocatore, viste le ultime prestazioni della squadra, potrebbe avergli remato contro?
“No, questo non credo. Tuttavia, come detto in precedenza, a qualcuno non andavano bene i miei metodi d’allenamento e la società ha ritenuto opportuno tornare alle vecchie abitudini. Una situazione troppo radicata e difficile da cambiare. Diciamo che in questo contesto non ero l’allenatore più idoneo. Da parte mia ho cercato sempre di dare tutto, dimostrando il massimo della professionalità. Mi assumo le mie responsabilità perché anche io ho compiuto i miei errori. Probabilmente all’inizio non ho valutato bene la situazione e ho sbagliato a prendere in mano un ambiente non ideale per il mio concetto di calcio. Purtroppo si stava creando una situazione non facile da gestire neanche per me. Però ci tenevo a chiarire questo esonero perché non mi piace nascondermi. Chiudo ringraziando i tifosi del Castello che sono stati sempre presenti e non hanno fatto mai mancare il loro calore.”
Scritto da Matteo Valeri il 06/04/2015

















