Nuvole nere sul futuro della Settempeda, ma ancora si spera di farcela
La gestione Teloni vorrebbe disimpegnarsi, la città per ora tace
SAN SEVERINO MARCHE. Nuvole minacciose si addensano nel cielo della cittadina maceratese. La locale squadra di calcio, la storica Settempeda, rischia seriamente di non disputare il prossimo torneo di Promozione. Ma andiamo con ordine: dopo la conclusione dell'ultima stagione che ha visto la Settempeda ben figurare nel campionato di Promozione girone B, la gestione che fa capo al presidente Sandro Teloni (foto), ha manifestato l'intenzione di disimpegnarsi dalla società, dopo sei anni di duro lavoro che ha comunque portato ottimi risultati. Sono stati messi al corrente della situazione sia gli sportivi che l'amministrazione comunale, in maniera tale da non si disperdere un patrimonio così importante per tutta la città. Ad oggi, purtroppo, non sembra vi sia alcuno interessato a subentrare per rilevare la società e portare avanti tutto il lavoro. Sarebbe veramente un peccato, perchè oltre al blasone, verrebbero meno una categoria importante e soprattutto un settore giovanile di primissimo ordine. Fermo restando che ancora c'è un pochino di tempo per eventuali decisioni, le prospettive al momento potrebbero essere le seguenti:
1- Nessuno si fa avanti e la vecchia gestione non continua. La società sparirebbe dalla geografia del calcio marchigiano.
2- Non si mantiene la categoria, scaduti i termini per l'iscrizione in Promozione, qualcuno potrebbe farsi avanti ed iscrivere la squadra in Terza categoria.
3- Se nessuno si facesse vivo, la gestione Teloni, per non perdere il titolo e la categoria, potrebbe iscrivere la squadra in Promozione con un bilancio ridotto all'osso.
4- Ci potrebbe essere la possibilità (piuttosto remota) di una collaborazione con altre squadre del territorio per sviluppare una collaborazione.
Tutti scenari plausibili che comunque necessitano di collaborazione e volontà di portare avanti un progetto condiviso. In poche parole se non si vuole che la Settempeda sparisca c'è bisogno che i cittadini di buona volontà si rimbocchino le maniche. Succederà? Staremo a vedere.
Scritto da La Redazione il 11/06/2015















