Portorecanati: primo obiettivo dimenticare la passata stagione
Intervista al tecnico Piangerelli

PORTO RECANATI. Giacomo Piangerelli (foto), il nuovo tecnico del Portorecanati, si racconta l’indomani della presentazione ufficiale alla vigilia di una stagione che dovrebbe segnare il rilancio del calcio arancione, dopo la deludente stagione scorsa, culminata con la retrocessione nel campionato di Promozione. Piangerelli, nasce a Portorecanati il 23 ottobre del 1957, primi passi nel calcio nel settore giovanile del Portorecanati, prima dello sbarco nel calcio che conta avvenuto a vent’anni, il 16 gennaio del 1977 quando debutta con la maglia del Cesena in serie A in occasione di Cesena-Foggia, vinta dai bianconeri per due reti a zero. Sono 259 le presenze di Piangerelli nel calcio che conta così divise: 60 nel Cesena, 63 nel Verona, 22 nell’Avellino, 64 nella Cavese, 31 nel Bologna e 19 nel Taranto dove contribuisce nella promozione dei pugliesi dalla C alla B, prima dello stop con il calcio giocato nel 1986. Nella brillante carriera di Piangerelli non va dimenticato il debutto in azzurro con la maglia dell’under 21 il 14 giugno del ’79 contro i pari età della Polonia. Una brillante carriera da calciatore ed altrettanto come allenatore al timone di squadre importanti come: Settempeda, Castelfidardo, Conero Dribbling, Porto Potenza ed ora ritorno al timone degli arancioni del Portorecanati.
Un ritorno mister Piangerelli per rilanciare il calcio arancione?
“Un ritorno sulla panca della squadra della mia città, per cercare di rilanciare una compagine che si è lasciata alle spalle una stagione difficilissima culminata con la retrocessione ”.
Che potrebbe aver lasciato il segno?
“Una retrocessione non è cosa da poco, assorbirla non è stato mai facile per nessuno”.
Si aspetta allora una stagione complicata sotto questo punto di vista?
“Mi auguro di no, ma in genere ripartire dopo una delusione non è stato mai facile. Le scorie di una retrocessione vanno comunque eliminate prima possibile”.
Il presidente Pigini ha messo ha sua disposizione una rosa di giocatori che lascia ben sperare.
“Sulla carta sicuramente si. La rosa sotto il profilo qualitativo dovrebbe dare risposte certe, ma occorre fare attenzione perché non tutto è matematico. Le esperienze vissute insegnano tante cose sia in positivo che in negativo”.
Mister la rosa che gli è stata consegnata quali obiettivi inseguirà?
“Non ci mettiamo in testa quello che non è possibile. Cercheremo di far bene, provando a scacciare i fantasmi di una retrocessione che tutti vogliono dimenticare al più presto”.

















