Spes Valdaso - Acquaviva: quando a vincere è il "FAIR PLAY"
Cade in area e confessa all'arbitro che non è rigore. Un bel gesto del centrocampista Matteo Capriotti

PETRITOLI. In un mondo del calcio sempre più attraversato da tensioni ed atteggiamenti censurabili, ci piace sottolineare il comportamento esemplare di un ragazzo dei nostri campionati dilettantistici, nello specifico nel girone G di Seconda categoria. A circa un quarto d'ora dalla fine dell'incontro tra Spes Valdaso ed Acquaviva, sul risultati di 3 a 0 per i locali, l'arbitro Sig. Grilli di Ascoli Piceno, decretava un calcio di rigore per la Spes a seguito di un fallo subito dal centrocampista Matteo Capriotti. Il ragazzo si avvicinava all'arbitro per dichiarare la venialità del contatto non sanzionabile con la concessione della massima punizione, il direttore di gara tornava sulla sua decisione e faceva riprendere il gioco regolarmente. Vanno sottolineati i comportamenti esemplari dei protagonisti: Matteo Capriotti che nonostante i suoi 19 anni ha tenuto un comportamento di estrema maturità e correttezza, l'arbitro che molto intelligentemente è tornato sui suoi passi prendendo al decisione più logica e responsabile ed infine la società Spes Valdaso non nuova ad episodi del genere. Evidentemente si cominciano a raccogliere i frutti di un comportamento corretto e sportivo che la società è riuscita a trasmettere ai suoi tesserati, un raggio di luce che cogliamo con piacere in un ambiente che troppe volte viene asparamente criticato.
Scritto da Giuliano Santucci il 12/10/2015
















