Giovane Ancona, Ronchi: "Un 2015 alla grande"
Il portiere dei Giovanissimi 2001 si racconta e analizza la stagione della sua squadra

ANCONA. Da sempre in biancorosso col sogno di emulare le gesta del suo mito: Gigi Buffon. Emanuele Ronchi, classe 2001, è uno dei due portieri della squadra senior dei Giovanissimi della Giovane Ancona. Eccolo che si racconta nella classica intervista infrasettimanale, l’ultima del 2015, e analizza anche la stagione della sua squadra che nell’ultima partita è riuscita a conquistare la prima vittoria nella difficile fase regionale.
Emanuele, presentati intanto …
“Mi chiamo Emanuele Ronchi, sono nato il 9 novembre del 2001 ad Ancona, abito a Varano e frequento il primo anno al Liceo Galiei di Ancona indirizzo informatico”.
Come te la cavi a scuola?
“Me la cavo discretamente, ci stiamo ambientando essendo al primo anno, ci sono materie che preferisco come storia e matematica e altre che mi restano più difficili come informatica”.
Che ti piace fare nel tempo libero oltre al calcio?
“D’estate quando non c’è calcio mi piace nuotare, altrimenti mi ascolto musica e leggo. Ho una passione in particolare per i libri di Bernard Cornwell”.
Squadra del cuore?
“Juve”.
Calciatore preferito?
“Buffon”.
Piatto che preferisci a tavola?
“La carne, ma in generale mangio di tutto”.
Mare o montagna?
“Montagna”.
Singole o fidanzato?
“Single”.
Da quanto sei alla Giovane Ancona?
“Sono qui da quando avevo 5 anni, mi sono sempre trovato bene con la maggior parte dei compagni. Mi piace giocare qua anche per l’allenatore dei portieri, Pio Carnevali”.
In campo giochi come portiere, ti ispiri a qualcuno?
“Non so a chi assomiglio per caratteristiche, diciamo che mi è sempre piaciuto molto Buffon, ma anche Neuer del Bayern”.
I tuoi punti di forza?
“Direi la rapidità, i buoni riflessi, soprattutto sulle palle basse, su quelle alte invece posso migliorare crescendo”.
Il ruolo del portiere è un ruolo delicato e particolare, come lo gestite in squadra?
“Siamo in due, il mister ci fa giocare entrambi in alternanza, preferendo però farci stare in campo per l’intera partita o quasi”.
La parata più bella di questa stagione e la papera più brutta?
“La più brutta in una amichevole precampionato. Ero entrato nel secondo tempo e ho preso gol su un tiro dalla distanza. Sono intervenuto solo con una mano e ho deviato malamente la palla che è finita in rete. La parata più bella invece penso contro la Nuova Folgore nel match di ritorno su una punizione dal limite. Un tiro forte e angolato ma in tuffo sono riuscito a deviare la palla in angolo. In quella partita ho fatto altri bei interventi. E’ stata forse la mia migliore gara”.
Com’è andata l’ultima partita dei 2001?
“Io non c’ero per infortunio, ma ho seguito la squadra dalla tribuna. Siamo riusciti a vincere la prima partita dei regionali giocando bene. Dopo un primo tempo combattuto e chiuso avanti 1-0, nella ripresa abbiamo assediato l’avversario e vinto alla fine 3-0”.
In generale come giudichi il 2015 dei Giovanissimi?
“Direi un’annata molto positiva, siamo andati alla grande vincendo tutte le gare dei provinciali e chiudendo primi. Ora ai regionali è più difficile, ce ne siamo subito resi conto, sia nel primo pareggio esterno a Jesi in cui abbiamo sofferto non poco a tratti, sia nel ko interno col Palombina, il primo della stagione”.
La prossima sfida come va preparata?
“Abbiamo due settimane per preparare al meglio il derby con la Nuova Folgore. A differenza delle altre partite, conosciamo già l’avversario perché è arrivato secondo nel nostro stesso girone dei provinciali. Contro loro sono sempre partite tirate. Bisogna allenarsi nel modo più corretto e mettendocela poi tutta in campo”.
Compagno di squadra forte che segnaleresti?
“Dico Michele Belgrano, centrocampista classe 2001 che ha grande abilità a gestire la palla. A differenza di tanti altri giocatori del suo ruolo e alla sua età riesce già a controllare la palla con più tocchi senza paura e senza cercare per forza un appoggio di prima, ha lucidità e tecnica”.
Cosa ti aspetti dal 2016 ormai alle porte?
“Mi aspetto una stagione difficile, perché il girone regionale ha squadre ambiziose che non conosciamo bene. Mi auguro di poter crescere bene e prepararmi per giocare in futuro in squadre importanti. Ora sono in una fase di crescita anche fisica e questo per un portiere è momento fondamentale, perché se non diventi abbastanza alto è difficile sfondare”.
Hai già in mente cosa vuoi fare da grande?
“Personalmente mi piacerebbe fare l’agronomo. Vorrei studiare alla facoltà di agraria e poi magari aprire un’azienda agricola”.
Hai un messaggio o un consiglio da lasciare a qualcuno?
“Vorrei ringraziare l’allenatore dei portieri, Pio, perché mi ha insegnato sempre più cose sul nostro ruolo ed ha tanta pazienza”.
Scritto da La Redazione il 30/12/2015
















