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Matelica, Lo Sicco: "Il gol? Una liberazione. Dedicato ai ragazzi"

MATELICA. Mancava al gol da qualche stagione ed è tornato a segnare con la maglia del Matelica, in uno dei campi più difficili del girone F e realizzando la rete che ha sbloccando il risultato aprendo la strada alla vittoria con la Vastese per 2-0. Il centrocampista Fabrizio Lo Sicco (foto), nato a Palermo il 2 giugno 1991, ma ormai toscano a tutti gli effetti, dopo che da piccolino si è trasferito lì con la sua famiglia, nel suo gol ha messo cuore, grinta, carattere cancellando gli spettri di una settimana trascorsa con la voglia di lasciarsi alle spalle una domenica sfortunata e di guardare avanti per tornare a sorridere con i suoi compagni a cui dedica il gol: “Quella rete è stata una liberazione. Da un po’ non riuscivo a segnare e ha dato quel pizzico di carica in più. E’ stata una sensazione bellissima – ammette il centrocampista biancorosso – e lo dedico ai ragazzi perché quello è un gol non solo mio, ma di tutta la squadra”.

Che vittoria è stata quella di Vasto?
“Importantissima e soprattutto di squadra e del gruppo, dopo una settimana non facile. E’ una vittoria che fa bene all’animo e di riscatto”.

Siete una rosa praticamente nuova, se dovessi descrivere il Matelica come lo descriveresti?
“Siamo un grande gruppo, questo non smetterò mai di dirlo perché penso che non sia una cosa così comune da trovare. Si parla spesso di questo aspetto, ma un conto è viverne la piena essenza un conto è dirlo e basta. Penso che arrivi anche al di fuori, alle persone. Siamo affiatati e anche se sono passati pochi mesi da quando ci conosciamo, la sensazione è stata da subito di conoscerci da tempo e ad oggi mi sembra di vivere a contatto con alcuni miei compagni di squadra da anni”.

Sei cresciuto nel settore giovanile dell’Empoli, per poi giocare in diverse squadre di serie C, anche in piazze calde. Che ricordo hai dell’esordio tra i professionisti?
“Lo ricordo perfettamente. Giocavo a Matera ed è stato in una partita in casa contro il Trapani. E’ stata una bella emozione, quel giorno c’erano 13mila spettatori”.

Dovendo scegliere una stagione che ricordi particolarmente, invece? “L’anno che ho giocato a Lucca. Ho avuto un grave infortunio, a la gente mi è stata molto vicina e quell’anno è stato tra i più belli in assoluto. Ho segnato 10 gol. Poi ricordo sempre con piacere Lecce che è una piazza devastante”.

Quale esperienza ti ha più formato?
“Lo scorso anno a Taranto è stato un anno che mi ha formato tantissimo. E’ stata una stagione non facile, con tante problematiche e spesso anche i tifosi ce le hanno promesse. Ecco penso che mi sia servito molto dal punto di vista caratteriale: io sono molto timido e mi ha fatto tirare fuori il carattere altrimenti mi avrebbero messo tutti i piedi in testa”.

Com’è il passaggio da piazze molto calde a giocare in piazze decisamente più tranquille?
“Io posso dire, prendendo per esempio proprio Matelica che si sta veramente bene ed è quello che cercavo, soprattutto dopo una stagione travagliata come quella che ho vissuto lo scorso anno. E’ stata un’annata molto difficile, sotto tanti punti di vista per tutte le situazioni anche fuori dal campo.
Matelica è una piazza piccola, ma grande e poter giocare con uno staff tecnico così e i miei compagni di squadra è sicuramente impressionante. Gli stimoli arrivano comunque anche se non ci sono 10mila persone allo stadio”.

Chi è il tuo giocatore preferito?
“Marco Materazzi perché mi piace il carattere che mostrava e quello che metteva in campo”.

Nel mondo del calcio hai conosciuto tanti giocatori e personaggi, da quali hai imparato di più?
“Moscardelli e Caturano. Moscardelli mi ha fatto crescere a livello di carattere ed è stato no dei più umili. Caturano mi ha fatto capire cosa vuol dire la cultura del lavoro”.

Tornando al campo, domenica tornate a giocare in casa e c’è un altro derby che mister Tiozzo vorrà preparare con l’intenzione di cancellare definitivamente l’ultima partita casalinga?
“Sicuramente, la voglia di riscatto è grande e quello che abbiamo fatto ieri è già alle spalle. Noi già stiamo pensando a domenica prossima perché vogliamo e dobbiamo riscattarci”.

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CISALFA
  Scritto da La Redazione il 26/09/2017
 

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