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Edizione provinciale di Ancona


Caimmi: "A Castelferretti tanti ricordi, ma il futuro è Portuali AN!"

L'ex diesse della Castelfrettese parla della sua esperienza passata e del futuro nella società anconetana

ANCONA. Dopo la sconfitta subita dai Portuali Ancona sul campo di Castelferretti (Prima categoria B), ha rilasciato un'intervista al nostro portale Giacomo Caimmi (foto) che ora collabora con i Portuali, dopo essere stato negli anni scorsi prima il Team Manager e quindi il Direttore Sportivo del Castelfrettese.

La Castelfrettese vola, rammarico?
“Mai. Anzi sono contento per i ragazzi a cui vanno fatti i complimenti, e poi va fatto un grande applauso allo Zar per il lavoro straordinario fatto fino ad ora”.
Sabato scorso però ti hanno dato un bel dispiacere...
“Ce lo siamo dati da soli. La partita era stata impostata benissimo, poi il calcio è strano, sbagli il gol del 2-0 a porta vuota e ti ritrovi sotto 2-1 in 5 minuti”.
C’è stato un episodio dubbio ad inizio secondo tempo. 
“Sì ma non voglio tornarci. Le immagini sono la, sotto gli occhi di tutti, ognuno è libero di interpretarle come meglio crede”.
Determinate dichiarazioni sui Social a molti non sono piaciute. 
“Non sono un personaggio pubblico, il mio profilo Facebook è privato, scrivo quello che mi pare e a chi non piace quello che scrivo può eliminarmi dai contatti o non seguirmi”.
Torniamo alla partita?
“Meglio...”
Questa Castel nel secondo tempo è parsa a tratti indomabile.
“Parola giusta, indomabile. Se gli concedi campo, e noi dovevamo concederglielo perché in svantaggio, diventano devastanti”.
È la miglior squadra del campionato in questo momento?
“Con i rientri di Giampieri e Amagliani senza ombra di dubbio”.
Giampieri a quanto dicono è stato uno dei motivi della rottura con la Castelfrettese. Catani si lamentò che il giocatore non era in condizioni fisiche ottimali.
“L’ho preso sapendo che arrivava da un infortunio alla caviglia molto serio e da quasi un anno di inattività, lo riprenderei altre 100 volte, pure in sedia a rotelle”.
Anche Pallavicini?
“Tutta la vita. Ha avuto altri problemi ma rimane il giocatore più impattante visto in queste categorie negli ultimi anni. Abitava a due passi dal campo, aveva problemi di lavoro e sapevo sarebbe andato via da Senigallia, un dirigente della Castelfrettese mi aveva informato di questa possibilità. Sono andato a vederlo, l’ho contattato e l’ho portato al Fioretti”.

Per rimanere in tema, Serrani sembra stia ritrovando lo smalto dei giorni migliori.
“Un altro preso rotto. Se non si hanno i soldi si prendono i giocatori in difficoltà e si recuperano. L’ho chiamato 100 volte a dicembre dello scorso anno, ad una certa mi ha detto: - le cose sono due, o ti denuncio per stalking o vengo a Castelferretti -, io gli ho risposto: - Chiamo l’avvocato o il Presidente? - (ride ndr).
Quell’inverno ve la siete vista brutta a Castelferretti.
“Si era dimesso Giancamilli, erano andati via Aquinati, Coccia, Rasicci e Boria. In più Gabrielli voleva smettere. Ci siamo ritrovati senza portieri e senza due giocatori di spessore. Cercavano i giocatori come il pane ma niente, avevano tutti una scusa. Alllora presi il telefono e chiamai Cremonesi, Puliti e Gigli. Giocatori non di primo pelo, erano amici miei che chiedevano zero euro. Sono stati fondamentali”.
Arrivò anche Marziani che quest’anno è andato non bene.
“L’anno scorso lui e Cremonesi ci portarono i punti necessari per salvarci, senza di loro a quest’ora la Castel sarebbe in seconda categoria. Enrico ha avuto una stagione difficile, ma ha 20 anni, quante tragedie...”.
Polieri però è un ottimo portiere.
“Ed anche un ottimo ragazzo. Hanno fatto benissimo a prenderlo, è uno che nel loro spogliatoio ci calza a pennello”.
Ma Gabrielli che voleva smettere?
“Voleva smettere perché non trovava spazio. Aveva ragione”.
Con Catani poi però giocò sempre.
“L’intuizione fu di Marco Principi, a Ponte Rio andò lui in panchina... Si mise 4-3-1-2 con Gabrielli titolare e numero 10, faceva il trequartista. Vincemmo 2-1 con i gol di Mattia Principi e appunto Gabrielli. Il Ponte Rio accorciò a pochi minuti dalla fine e Cremonesi salvò il risultato nel finale.
Quindi l’ex bomber Principi fece anche l'allenatore?
“A lui non è mai interessato fare l’allenatore, ma sarebbe stato meglio di tanti. A Marco la gente vuole bene e sa farsi voler bene, parte già un pezzo avanti. Poi però era una corda di violino, ricordo che la settimana antecedente alla partita al primo allenamento del lunedì era agitatissimo, ed io più di lui, dentro lo spogliatoio mi guardò e mi disse: - non vedo l’ora che finisce - e giù a ridere...”.
Di Catani che ci dici?
“Non lo conosco”.
Allora possiamo dire che per Gabrielli hai un amore calcistico incredibile?
“Amore puro. Potrei raccontare decine di episodi su di lui, il migliore mai visto con una palla tra i piedi”.
Con Giorgini si diverte ed ha già fatto 7 gol.
“Con lo Zar si divertono tutti e segnano tanti gol. È un grande allenatore ed una grandissima persona. Zarlandia è una meraviglia!!!”.

Ti eri esposto per lui anche dopo che ti avevano cacciato, vero?
“Certo, io voglio bene ai ragazzi in primis, perché meritano il meglio. Questa squadra è stata creata per attaccare 90’, e basta. Non sa difendere dietro la linea della palla ed aspettare l’errore dell’avversario, ha troppi giocatori bravi. Difendere nel calcio è importante, ma non è nel loro DNA, quindi che senso ha snaturarli? Con Giorgini giocano tutti i centrocampisti, ha pure spostato dietro Candelaresi. Io Riccardo l’ho preso per fare il difensore centrale, ma la gente rideva e pensava fossi matto. Poi arriva un allenatore bravo e la prima cosa che fa sposta Candela sulla linea dei difensori. La prima volta che vidi giocare Lazzarini in un’amichevole dissi che era una mezz’ala, anche lì pensarono fossi matto, ma pare che adesso fa la mezz’ala, e la fa anche bene... Di Gabrielli dicevano fosse un giocatore utile per il Circo, oggi il Circo lo porta in ogni campo della provincia e gli altri rimangono a bocca aperta. Poi Rinaldi fa il terzino, Fratesi gioca dietro se manca la gente, insomma, finalmente si sono sdoganati i ruoli, che sono una noia mortale. Io mi diverto e guardo da fuori, ma sorrido perché ogni tanto ci azzecco”.
Altre previsioni azzeccate?
“Palloni. Sono tre anni che sento dire che è finito ed io me la rido... Più invecchia e più è buono. Nicola è come il vino. Ed anche quest’anno è andato in doppia cifra tra Campionato e Coppa”.
Parliamo di giovani, Giacometti alla Biagio ha trovato poco spazio.
“E allora? Si è allenato in una Società di Eccellenza, è maturato ed è rientrato alla base più forte di prima. Ha fatto uno stage diciamo... E poi l’ho scambiato con Giampieri, di che parliamo?”.
Non tutti la presero bene a quanto pare...
“Me ne frego. Se ad un ragazzo di 19 anni viene prospettata la possibilità di fare un’esperienza formativa si lascia andare e basta. Stesso discorso per Mazzarini. Sono andato fino a Fano per parlare col Presidente dell’Alma, ma importavano solo a me i due anni da under del ragazzo. Se fosse stato per qualcuno Mazzarini sarebbe rientrato a Castelferretti il giorno stesso ed avrebbe fatto la muffa un altro anno, e Giacometti non si sarebbe mai mosso dal Fioretti. Io invece penso che prima vengono i ragazzi e poi tutto il resto. Anzi, sai che ti dico? Sono le squadre di Prima categoria che dovrebbero pagare quelle di Promozione, Eccellenza e Serie D per la valorizzazione del giovane, altro che prestiti!!!”.
A qualcuno non piacquero i tuoi proclami di vittoria d’inizio anno”.
“Ho 31 anni, non non 8. So benissimo che non vanno mai fatti, ma era l’unica cosa da fare. La Società aveva perso gran parte del settore giovanile e la Juniores, alcuni giocatori avevano ricevuto importanti offerte da altre squadre e stavano pensando di lasciare, mi sono detto, o vado “all-in” oppure qua si sgretola tutto. E allora convinsi a rimanere chi era indeciso, con la promessa di costruire una squadra che avrebbe puntato a salire di categoria. Lo dissi pubblicamente. In quel momento mi ero esposto, potevo solo fare la figura dello stupido. Ma come diceva Andreotti solo gli intelligenti possono fare gli stupidi, non viceversa. Poi incominciai a litigare con tutti, dovevo far vedere che la Castel era ancora forte e dettava le regole. C’era un giocatore che piaceva all’FC Falconara o alla Falconarese? Dovevo prenderlo io. Dovevamo far valere la nostra voce. Ricordo che Castignani e Zappi erano praticamente convinti di andare all’FC Falconara. Andai fino a casa loro, dovevano scegliere noi. Doveva essere così: prima scelta la Castel e agli altri gli avanzi. Fino a Dicembre la Falconarese ci soffiava i giocatori da sotto il naso e noi zitti. Cioè, una Società di Seconda categoria era la prima scelta in Città? Mi sono detto che se loro erano (e sono) bravissimi, noi eravamo somari. Quindi ho cercato di cambiare l’andazzo”.
C’è qualcosa che non rifaresti?
“La guerra per il settore giovanile era cosa non mia, dovevo farmi gli affari miei. Peccato d’inesperienza, mi sono già personalmente scusato con tutti quelli che si erano sentiti offesi. Non valeva la pena espormi anche perché alla fine poi la ragione stava nel mezzo. Però una cosa la voglio chiarire: è stata la Società Catelfrettese a chiedermi una mano col settore giovanile. Io glielo data a modo mio, sbagliando, ma gliel’ho data”.
Poi?
“Luca Ramoscelli. Dovevo prenderlo, sbagliai a dar retta a chi diceva che eravamo troppi. Sarebbe venuto e D’Ambrosio mi aveva dato l’ok per il prestito gratuito. È un ottimo giocatore ed un ragazzo d’oro. Chiamarlo e dirgli di non venire è stato brutto. Però sono contento che sia andato all’SS Chiaravalle che è una Società fatta da persone bravissime e competenti, con un allenatore straordinario, con cui ho avuto il piacere di scambiare due parole dopo la partita di Coppa a Chiaravalle. Ramo sotto la guida di Onorato è migliorato tanto”.

Ai Portuali come ti trovi?
“Benissimo. Società incredibile sotto tutti i punti di vista. Non manca nulla, sembra di stare in serie A. Hanno creato una realtà unica... Luca Cesaroni è un genio”.
Stanno avendo tante difficoltà.
“Capita, le difficolta sono lì per essere superate. È un’ottima squadra e ne verrà fuori... Ci sono giocatori veri ed uno staff incredibile, mai vista una simile attenzione al dettaglio. Mister Stefano Ceccarelli è un lusso per queste categorie. Tatticamente è senza dubbio il più preparato. I Portuali per chi viene da determinate realtà sono un sogno. Dico davvero”.
Ti saresti mai aspettato un’altra chiamata dopo Castelferretti?
“Mai. E mi veniva da ridere, mi hanno cercato altre due società. Pensavo di essere su una candid camera, anche perché mi ero messo il cuore in pace e pensavo che il divano e la Premier League sarebbero tornati ad essere i miei compagni del sabato pomeriggio”.
Invece sei sempre in giro, anche la domenica. Quante partite vedi?
“Parecchie, ma non bastano. La cosa che mi snerva è non avere una panoramica su tutto. Io devo conoscere tutto. Invece conosco poco proprio perché sono dentro da poco”.
Un rimedio?
“Chiedere, creare relazioni con tutti, soprattutto con i calciatori, essere curiosi. Poi le riprese. Qualcosa su YouTube si trova sempre, anche qualche partita intera. È vero che dal vivo è un’altra cosa, ma è meglio di niente”.
Che ruolo hai? Fai il DS?
“Do una mano, stiamo attendendo ancora il tesseramento tra l’altro. DS, DG, TM sono tutte sigle che lasciano il tempo che trovano, soprattutto in un momento come questo dove conta far punti e non le etichette. Con la Società eravamo d’accordo che sarei rimasto in disparte ed avrei osservato dall’esterno. Così sto facendo. Diciamo che faccio il tifoso!!!”. 
State programmando la prossima stagione?
“Assolutamente sì. Qualunque sia il verdetto del campo. Ci saranno novità importantissime che la Società rivelerà più avanti”.

 

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  Scritto da La Redazione il 06/03/2019
 

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