JESINA, l’addio amaro di Trudo: "Non è stata una mia scelta"
E i tifosi tornano al 'Carotti' per salutarlo

JESI. Nove stagioni con la stessa maglia, quasi 180 presenze, oltre 40 gol e un legame con la città che è andato ben oltre il rettangolo verde. Eppure l’avventura di Kevin Trudo con la Jesina finisce senza che sia stato lui a decidere di mettere la parola fine.
«Lascio la Jesina e non è assolutamente una mia scelta». Parole che pesano quelle dell’attaccante classe 1986, francese di nascita ma jesino d’adozione, destinato a salutare ufficialmente il mondo leoncello il prossimo 23 agosto allo stadio Carotti con una partita organizzata per riunire tanti ex compagni, allenatori e soprattutto i tifosi.
Un addio che rischia così di trasformarsi anche nell’ennesimo capitolo del rapporto sempre più complicato fra una parte della piazza e la società. Nei giorni scorsi il gruppo “Eppure il vento soffia ancora” ha infatti esposto un nuovo striscione polemico contro la proprietà e ha confermato l'intenzione di proseguire nella scelta di disertare lo stadio. Il 23 agosto, però, la curva tornerà a popolarsi. Non per una partita ufficiale della Jesina, ma per salutare Trudo. E anche questo è un particolare che non passa inosservato.
«Sarà una partita per salutare tutti e far festa – spiega Trudo –. Ci saranno tanti miei compagni e allenatori del passato, ci saranno i tifosi. Ci tengo a farlo con una bella giornata».
Proprio i sostenitori stanno dando una mano nell'organizzazione dell'evento. «I tifosi di “Eppure il vento soffia ancora” li ringrazio, sono loro che mi stanno aiutando a organizzare la giornata del 23. Ringrazio anche Massimiliano Priori di Jesi Servizi per la disponibilità. Ma voglio ringraziare tutti i tifosi della Jesina».
Il rapporto fra Trudo e la piazza rappresenta probabilmente la parte più significativa di una storia durata nove stagioni fra Serie D, Eccellenza e Promozione. Un legame che ha resistito anche quando per l'attaccante non mancavano possibilità di cambiare squadra.
«Se sono sempre rimasto è stato per loro, per la piazza e per il legame che c'è stato. I tifosi li ho sempre avuti vicini, non soltanto per il calcio ma anche nei momenti personali, belli e brutti. Ricordo i messaggi per la nascita di mio figlio o quando è venuto a mancare mio papà. Anche questo per me è un momento difficile. Non ci ho dormito, salutare la Jesina non è facile».
Una separazione che lascia inevitabilmente qualche domanda. Trudo non nasconde che, dopo aver giocato appena due partite nelle ultime due stagioni, il suo contributo sul campo sarebbe stato inevitabilmente limitato. Ma riteneva di poter continuare a essere utile in un'altra maniera, soprattutto all'interno dello spogliatoio.
«È vero che negli ultimi due anni ho giocato appena due partite e che in campo, al momento, posso dare poco. Ma pensavo di poter ancora riuscire a dare qualcosa di importante a livello umano e di spogliatoio, come penso di poter avere la presunzione di dire di aver fatto in queste stagioni. Se però c'è chi non la pensa così, non posso che prenderne atto».
Parole misurate, ma dal significato piuttosto chiaro. Restano nove stagioni in maglia leoncella, le corse e i gol in Serie D, le stagioni esaltanti e quelle più difficili. Resta anche l'ultima rete, arrivata nell'aprile 2025 nella gara che chiuse la stagione di Promozione culminata con il ritorno della Jesina in Eccellenza.
Scritto da La Redazione il 08/08/2026




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