L'aeroporto Raffaello di Falconara va potenziato
Sono i dati emersi da uno studio dell'Università politecnica delle Marche

L’Aeroporto Raffaello di Ancona mira ad un nuovo modello di sviluppo. La struttura che attualmente occupa 475 dipendenti che sviluppa un impatto sul pil regionale di oltre 115 milioni di euro, ha bisogno di sviluppare nuovi sistemi. Lo afferma uno studio svolto dal Dipartimento di management dell'Università Politecnica delle Marche, con l'intento di valutare l’impatto economico dell'aeroporto di Ancona-Falconara sul territorio. I modelli di stima si basano su quattro modelli di valutazione. Nell'anno 2019 antecedente al covid con successivo lockdown ha accolto 490.000 passeggeri e circa 7.000 tonnellate di merci trasportate. Facendo un calcolo ipotetico che aumenti di 200.000 passeggeri annui e circa 30.000 tonnellate te merce trasportata il valore dell’impatto economico su Pil e occupazione regionale potrebbe raddoppiare.
“Sarebbe possibile potenziando i servizi con l'introduzione di nuove rotte e il rafforzamento di quelle esistenti – si evince nella relazione - a seguito della creazione della piattaforma logistica di Amazon, il maggior collegamento con i sistemi porto, interporto, ferrovia, e in generale con il territorio. Inoltre la situazione di sostanziale isolamento della regione: le carenze infrastrutturali sono considerate tra le cause principali della crisi della regione e sono motivo di preoccupazione in prospettiva futura. Da qui la necessità di un potenziamento dell'aeroporto, rimarcando il rilevante ruolo che questo può svolgere per l'incremento della competitività dell'intero sistema territoriale. Per quanto le rotte, le rotte principali dovrebbero interessare Milano e Roma”.
Scritto da La Redazione il 21/12/2021




