Sequestrati oltre 30.000 reperti storici di provenienza illecita
L'operazione condotta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale ha interessato due ragioni

Lo scorso 12 ottobre i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona, con il supporto dei colleghi di Bologna, l'Aquila e Perugia, oltre ai Comandi provinciali dei Forestali di Ancona e Macerata, hanno messo a segno una maxi operazione che ha consentito di recuperare circa 30.000 reperti paleontologici e circa 1.000 archeologici, oltre ad ulteriori beni culturali ritenuti di provenienza illecita. Alla fine i militari hanno apposto i sigilli a due musei privati: uno di Spello (Perugia) e l'altro a Gagliole (Macerata). Ciò a seguito di una perquisizione domiciliare nei confronti di 9 persone accusate di scavi archeologici non autorizzati, furto, riciclaggio di beni archeologici e paleontologici.
I sequestri sono stati effettuati nei comuni di Fabriano e Cerreto D'Esi (Ancona), Castelraimondo, Camerino, Serravalle del Chienti e Mogliano (Macerata), oltre a Gubbio, Valfabbrica e Spello (Perugia). Oltre al danno patrimoniale, e alla deturpazione irrazionale del sottosuolo, sono fatti che depredano il luogo saccheggiato da testimonianze, storiche e scientifiche, identitarie del contesto, facendone perdere le tracce con l'immissione sul mercato clandestino. Le indagini della Procura di Ancona e dei Carabinieri del Tpc di Ancona hanno rivelato indizi non confortanti circa la diffusione del fenomeno della detenzione illecita dei beni archeologici e paleontologici nel contesto marchigiano e non solo. Gli elementi acquisiti sono al vaglio delle Autorità inquirenti per definire con certezza le responsabilità delle persone coinvolte e le circostanze dei fatti. (Fonte Ansa)
Scritto da La Redazione il 21/10/2022




