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Edizione provinciale di Ancona


FENUCCI. "Lo sapevo da giorni ma i risultati non c'entrano nulla!"

Secondo il mister uscente alla base dell'esonero la sua indisponibilità ad inserire nello Staff Tecnico l'Amministratore Delegato Girolomini che ora prenderà il suo posto

OSIMO - Accende qualche polemica l'esonero di mister Gianluca Fenucci (foto) dalla panchina dell'Osimo Stazione CD, con il tecnico che rimane sconcertato da quanto deciso dalla società. Di seguito pubblichiamo il testo di un'intervista uscita nella mattinata di oggi, nella quale traspare l'amarezza, ma si evidenzia l'ottimo rapporto con la squadra e parte della società.

Gianluca Fenucci, esonerato dall’Osimo Stazione Conero Dribbling? Un fulmine a ciel sereno o quasi. Mister cosa è accaduto?
“Per restare insieme bisogna essere in due: questa decisione l’ha maturata unilateralmente il socio di maggioranza della società Stefano Orlandoni, che ha tutto il diritto di fare ciò che vuole, insieme all’amministratore delegato Girolomini che sarà anche il prossimo allenatore. Anche se aspetto ancora la raccomandata che sancirebbe ufficialmente l’esonero. Per ora solo parole ma la strada è quella. Anche per una questione burocratica, di tesseramento e di accordi e contratti attendo però la lettera raccomandata: senza quella sarò al campo domani e per tutti gli allenamenti. Non posso certo dimettermi”.

Ma i risultati finora sono stati buoni, almeno rispetto all’inizio dello scorso anno e siete ancora nelle posizioni di metà classifica.
“I risultati non c’entrano nulla. La squadra ha sempre fatto bene, ha giocato molto bene in alcune occasioni e tutti gli avversari hanno sottolineato le nostre prove. Il patron preferiva forse che all’inizio della stagione avessi voluto con me in campo l’amministratore Girolomini, ritenendo che avesse le competenze per affiancarmi. Io, dopo l’esperienza dello scorso anno, ho preferito farne a meno e questa situazione si è sempre trascinata e si è ripercossa in questi mesi nel rapporto tra le persone. I risultati vengono quando c’è serenità e quando tutti remano dalla stessa parte: da almeno un mese questo non succedeva e la sfortuna ci vede bene, sa dove andare a colpire. E così è stato: avremmo meritato di vincere o di non perdere alcune partite ma, ripeto, i risultati non sono alla base della fine della mia storia a Osimo Stazione. Anche ieri l’allenatore della Vigor Castelfidardo Manisera e i loro calciatori ci hanno fatto i complimenti dicendo apertamente che non meritavamo di perdere ma ripeto i risultati non c’entrano”.

Sembrava che l’ambiente fosse compatto e unito. Era solo apparenza?
“No, assolutamente. I ragazzi sono stati sempre molto compatti, siamo una squadra vera. Abbiamo iniziato benissomo: apri a Chiaravalle, coi Portuali, vittorie con Mondolfo e Fermignano, tutte squadre forti. C’era coesione e cooperazione e con i dirigenti che vengono al campo quotidianamente c’era unità di intenti, sinergia e lealtà. Li ringrazio di cuore perché Andrea Varoli, Euro Pepa, Paolo Testoni, Renzo Orlandoni, Martelli, Alessio, Luigi e tutti gli altri che sono quotidianamente al campo si sono comportati magnificamente e mi hanno sempre aiutato con passione e sincerità”.

Dalle sue parole traspare amarezza. 
"Come potrebbe essere altrimenti? In due anni abbiamo costruito tanto: abbiamo cresciuto ragazzi che non avevano alcuna esperienza di queste categorie e abbiamo aggiunto professionalità in un ambiente sereno e bello, ma che ha sempre visto solo calcio dilettantistico. Mi sono messo in discussione: avevo altre proposte dall’Eccellenza ed una anche dalla Serie D, ma ho sposato la causa dell’Osimo Stazione Conero Dribbling con grande entusiasmo e convinzione, soprattutto per il legame di affetto e stima col patron Stefano Orlandoni. Voglio ringraziare lo staff che ha lavorato con me, Vincenzo Noviello, Vincenzo Mormile, Stefano Manfredi, Filippo Santinelli, e anche Antonietti ed Angeloni, allenatori molto preparati, tutte persone ottime e professionali. Mi sono stati vicini e mi hanno aiutato molto. E poi i ragazzi, i calciatori: sono giovani e bravi, hanno bisogno di attenzioni e sensibilità, di bastone e carota. Troppo spesso si parla di moduli ma sono i valori a fare la differenza: sono giovani uomini di qualità. Li ho tutti nel cuore e spero abbiano ciò che meritano”.

La società non ha fatto ancora trapelare nulla. Perchè?
“Non lo so e mi interessa fino a un certo punto. So come sono andate le cose: da 3 settimane almeno praticamente ero già fuori secondo le idee del presidente, ma nessuno mi ha comunicato nulla. Sapevo tutto ma ho allenato e sono andato in panchina con grande voglia e molta carica, anche ieri, anche se dopo 10 anni da allenatore in D e 13 in Eccellenza penso di saper fare il mio lavoro e lo dico con umiltà perché c’è sempre da imparare. Nonostante un clima assurdo per una realtà come Osimo Stazione non ho battuto ciglio, ho chiesto colloqui nei giorni scorsi con il patron ma non ho ricevuto risposte. Nel frattempo tutti i dirigenti sapevano che il prossimo allenatore è l’amministratore delegato della società e che si cambierà anche qualche ragazzo. L’unico consiglio che posso dare è che a forza di giocare col fuoco ci si può scottare: la società è sana e composta anche da ottime persone, se si compattano faranno buone cose ma ci vuole sinergia e unità, senza gelosie e invidie assurde e senza pensare che ci sia qualcuno che ha la bacchetta magica. Si fa un gran parlare di tattica, a me piace citare Mourinho: chi sa solo di calcio non sa nulla del calcio”.

 

 

 

  

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  Scritto da La Redazione il 07/11/2022
 

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