GIACCAGLIA e il ritorno in campo: "Un minuto di felicità"
Il centrocampista del Potenza Picena torna con la mente a quando è entrato in campo a Trodica per giocare l’ultimo minuto del derby

"Prima di entrare in campo mi sentivo fuori dal mondo: ero grato alla vita per quanto mi stava dando in quel momento dopo un periodo molto difficile".
Federico Giaccaglia, centrocampista del Potenza Picena, torna con la mente a quando è entrato in campo a Trodica per giocare l’ultimo minuto del derby.
«Ho lottato con un tumore alla lingua – dice il giocatore – che mi ha costretto a operarmi il 26 settembre, dopo un mese sono tornato a giocare quando mi avevano detto che ci sarei riuscito in 3-4 mesi. Poi da metà novembre a gennaio ho fatto un ciclo di 30 radioterapie e cinque chemio: è stato un percorso difficile in cui ho trovato aspetti positivi e mi sono concentrato su quelli. Ora la visita medica è andata bene e mi alleno con frequenza».
Giaccaglia, si può dire che in quel momento ha toccato il cielo con un dito?
«Ero felicissimo, provavo una soddisfazione enorme: stavamo vincendo il derby e in quei momenti di solito si prova ansia e timore di essere raggiunti, io ero al settimo cielo per l’opportunità che l’allenatore Santoni mi stava concedendo».
Cosa rappresenta quel minuto?
«Il nuovo debutto, è un traguardo che mi ero posto. Io ci ho messo tanto, l’ho tagliato grazie al tecnico, alla squadra e alla società che mi hanno accompagnato nel percorso».
La sua può essere un’esperienza di aiuto per altre persone che stanno lottando.
«Ognuno vive a modo suo questi momenti e ciascuno trova la propria via. Io condivido questa esperienza e ripeto che la mente fa la differenza, occorre convincersi di essere più forti della malattia e ciò mi ha aiutato. Il messaggio è di non perdere la speranza, la voglia di lottare fino alla fine con una mentalità positiva. Nei momenti difficili tutti possono tirare fuori una forza inimmaginabile».
In questo percorso le è stato vicino il mondo del calcio?
«Sì. Ho ricevuto tanti messaggi e telefonate da compagni e avversari, da dirigenti, allenatori. In certe fasi non esistono rivalità e colori. Ringrazio la società Potenza Picena che mi è sempre stata al mio fianco, la squadra ha dimostrato la sua vicinanza, la famiglia del presidente Savoretti mi è stata d’aiuto, i tifosi: spero di ripagare tutti in campo».
(Fonte: Il Resto del Carlino)
Scritto da La Redazione il 01/03/2023

















