320X100-FOOT-STORE-2

Vota il sondaggio

Inserisci la tua email per votare

Puoi votare solo una volta per questo sondaggio e la tua email deve essere valida.
La tua email non sarà resa ne pubblica ne visibile.

Consenso al trattamento dati:

Accetta il trattamento dei dati.

 
×

Accedi al Sito !

Usa le tue credenziali di accesso:
Non ricordi più la password?

Registrati

 Resta connesso

 

oppure

Accedi con Facebook

×
Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI     DIRETTA
trenitalia-620

Edizione provinciale di Ancona


Finge gravidanza poi in pronto soccorso denuncia abusi dal marito

JESI - Dice al marito che sarebbe andata a fare una visita per una sospetta gravidanza, lui vuole accompagnarla in pronto soccorso ma, approfittando di un momento di solitudine, lei racconta ai sanitari le violenze subite dall’uomo.

La protagonista è una 22enne jesina, per la quale si è messa in moto la rete di protezione del codice rosso; nei confronti del compagno, 24enne cittadino tunisino, la Polizia Giudiziaria del Commissariato di Jesi ha eseguito un’ordinanza emessa dal Gip di Ancona di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinarsi alla vittima.

L’uomo è indagato per il reato di maltrattamenti in famiglia, ma non avendo dato il consenso al braccialetto elettronico, nei suoi confronti è stata applicata l’ulteriore misura cautelare del divieto di dimora in tutti i Comuni della provincia di Ancona.

L’indagine è originata dalla segnalazione al 112 da parte del Pronto Soccorso di Jesi di una giovane percossa dal marito. Era fine febbraio. I poliziotti hanno raccolto le dichiarazioni della 22enne riuscendo ad accertare che la ragazza da circa due anni, per motivi di gelosia veniva insultata e picchiata con calci pugni e schiaffi.

I due avevano vissuto negli ultimi mesi in un bed & breakfast a Jesi: lì la donna sarebbe stata aggredita una sera anche con l’uso di un coltello. Poi erano stati ospitati da un loro amico e anche lì si sarebbero consumati altri episodi di violenza.

Il tunisino rimproverava alla compagna anche il fatto di avere un permesso di soggiorno di breve durata: per questo l’aveva convinta a sposarlo, in modo da rendere più stabile la propria posizione e ottenere poi la cittadinanza italiana. 
image host 

Print Friendly and PDF
SUUNTO
  Scritto da La Redazione il 14/03/2025
 

Altri articoli dalla provincia...




Vai all'edizione provinciale
Tempo esecuzione pagina: 0,12157 secondi