MEI presenta il Fano Calcio: "Ecco i nostri obiettivi"

FANO. Il calcio è tornato a Fano grazie al... Fano Calcio, guidato Giovanni Mei (foto) – oltre 350 presenze tra Serie A e B con Atalanta, Cesena, Bologna, Modena e Cremonese. Le sue parole al Resto del Carlino.
«Vogliamo far rinascere il calcio fanese», esordisce Mei. «Il merito va a chi ha creduto e costruito questo percorso: l’Amministrazione comunale, con il sindaco Serfilippi e l’assessore Santorelli, e soprattutto una ventina di imprenditori locali che, uniti in consorzio, hanno risposto concretamente all’appello. Hanno dimostrato che il mondo imprenditoriale fanese sa rispondere, se stimolato dalle persone giuste e con un progetto credibile».
Una ripartenza dal basso
«Un anno fa pensavamo di ripartire da un gradino intermedio, ma in realtà siamo ripartiti da zero. Nonostante ciò, grazie alle strategie del Consorzio Fano Sport, abbiamo conquistato la Promozione e gettato le basi per un settore giovanile che vogliamo diventi il nostro fiore all’occhiello. L’obiettivo è costruire una prima squadra con una forte identità fanese, alimentata proprio dai nostri giovani».
Un’eredità pesante da raccogliere
«Dispiace che l’Alma Juventus Fano sia scomparsa così, ma purtroppo era l’unico modo per uscire dal vortice in cui il calcio cittadino era precipitato. Ora sta a noi dimostrare, con il lavoro e la serietà, che il calcio può tornare a essere lo sport principale a Fano».
Il rapporto con i tifosi
«Le reazioni dei tifosi? A volte sorprendenti in positivo, altre meno. In Italia tutti ci sentiamo un po’ allenatori, ma è importante ricordare che le decisioni tecniche spettano a chi se ne occupa professionalmente. Serve razionalità, non solo passione. Abbiamo tracciato un percorso, e sì, potremo anche commettere errori, ma nulla sarà frutto dell’improvvisazione o di emozioni del momento. Una squadra non può essere gestita dalla tifoseria».
Un modello da seguire
«Ci definiscono una “società modello”, un termine oggi molto in voga. Il nostro vero obiettivo, soprattutto con i giovani, è formare persone prima ancora che calciatori. Non sappiamo quanti talenti tecnici riusciremo a far emergere, ma siamo certi di riuscire a offrire un impatto positivo dal punto di vista sociale. E questo per noi è già un successo».
Scritto da La Redazione il 30/07/2025

















