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Panichi: "Il calcio dilettantistico marchigiano ha un DNA fortissimo"

Ospite della prima puntata di Noi Dilettanti su Vera TV, il presidente del Comitato Regionale Marche FIGC-LND, Ivo Panichi, ha fatto il punto sulla gestione e programmazione del calcio dilettantistico marchigiano, toccando temi organizzativi, arbitrali e strutturali.

Magari si pensa che d’estate ci riposiamo perché i campionati sono fermi – ha esordito Panichi – invece luglio e agosto sono i mesi più impegnativi. Servono a riprogrammare la stagione: iscrizioni, organici, gironi. È un lavoro intenso, ma ormai collaudato”.

Sul regolare avvio dei tornei, Panichi ha sottolineato la tranquillità delle prime giornate: “Difficoltà particolari non ce ne sono. Ogni tanto qualche società si lamenta per la composizione dei gironi, ma è comprensibile: ognuno guarda al proprio orticello. Alla fine, però, c’è consapevolezza e rispetto dei ruoli”.

Uno dei passaggi più rilevanti è stato quello sugli arbitri: “Abbiamo la fortuna, ma anche la bravura e la volontà, di coprire tutte le gare. In altre regioni si discute persino di togliere i guardalinee in Promozione. Da noi, invece, si riesce a garantire la copertura. Certo, gli errori ci sono: sono ragazzi giovani, ventenni, che si trovano in campo con cinquanta persone che cercano di condizionare ogni decisione”.

Un’altra peculiarità marchigiana è la scelta di giocare principalmente al sabato: “Da noi l’80% delle partite si gioca il sabato. È una tradizione: il sabato si va allo stadio, la sera si esce, e la domenica si dedica alla famiglia. È una differenza rispetto ad altre regioni, ma riflette la volontà delle società”.

Panichi ha ricordato anche i numeri record del movimento: “Le Marche hanno il maggior numero di tesserati e di società in Italia in rapporto agli abitanti: oltre 350 squadre tra giovanili e prime squadre. È un segno di quanto il calcio sia radicato nel nostro territorio”.

Non sono mancati i riferimenti ai cambi normativi e all’informatizzazione: “L’informatizzazione è un vantaggio, ma servono persone in grado di gestirla. Per questo il ringiovanimento è fondamentale, anche nelle delegazioni provinciali. I volontari restano preziosi, ma oggi serve anche personale formato e stabile”.

Infine, Panichi ha parlato di organici e retrocessioni: “Siamo sempre stati rigidi e questo ci ha permesso stabilità. Solo l’Eccellenza funge da cuscinetto rispetto ai campionati nazionali. Quest’anno l’organico è a 16 squadre: speriamo che le marchigiane non retrocedano dalla SErie D, ma se dovesse accadere troveremo il modo di gestire la situazione”.

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  Scritto da La Redazione il 27/09/2025
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