PRIMA C. La Cluentina strappa un punto prezioso a Potenza Picena

Potenza Picena - Cluentina 0-0
POTENZA PICENA: Tomba, Greco, Perna, Felic (67’ Ghannaoui), A. Romagnoli, Bigoni (85’ Bartolini), Cicconofri (62’ Gambacorta), Vecchione, Pistelli (91’ G. Romagnoli), Castellano (78’ Colonnini), Susic.
Allenatore: Marco Comotto
CLUENTINA: Amico, F. Gesuelli, Monteverde, Montecchiari, Pagliarini, Pieristè, Gentili (68’ Acquaviva), Di Marino, Cullhaj (74’ Cappelletti), Canuti, Mancini (70’ Torresi).
Allenatore: Raffaele Gesuelli
ARBITRO: Cristian Stefan Dants Tascan (Jesi)
SPETTATORI: circa 250
NOTE: Espulso Pagliarini (C) all’80’ per doppia ammonizione. Prima della gara è stato osservato un minuto di raccoglimento per ricordare Diego Ruspantini, preparatore dei portieri della Adriatica Porto Recanati ed ex portiere del Potenza Picena, deceduto domenica scorsa. La memoria dell’atleta è stata omaggiata anche dai capitani delle due squadre che hanno deposto un mazzo di fiori in tribuna.
POTENZA PICENA - Raccontare questa partita potrebbe apparire, a un primo sguardo superficiale, fin troppo semplice. Si potrebbe pigramente attingere al repertorio dei cliché citando la storia di Davide contro Golia, quella metafora universale e intramontabile che narra del piccolo che atterra il gigante. Chiunque, leggendo il tabellino, riuscirebbe a intuire la portata del piccolo capolavoro tattico e agonistico realizzato dalla Cluentina oggi, tra le mura dello stadio “Favale Scarfiotti” di Potenza Picena.
Tuttavia, per onorare la prestazione dei biancorossi, forse la metafora più calzante e profonda è da ricercare tra le pagine de “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway. Scriveva il premio Nobel: “L'uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non sconfitto”. È in questa massima che risiede l'essenza della sfida odierna: essa incarna la resistenza, la dignità e la forza d'animo di chi, come il protagonista Santiago, pur vedendosi privato materialmente del frutto della propria fatica, non si arrende mai spiritualmente. La Cluentina, pur non portando a casa i tre punti, esce dal campo con una vittoria morale che vale il riscatto dopo settimane di buone prestazioni e di zero punti raccolti.
Sia chiaro: i biancorossi non hanno affatto travolto di reti la capolista, ma il risultato ad occhiali conquistato dopo ben 98 minuti di eroica sofferenza equivale a qualcosa di ben più prestigioso del mero dato statistico. I padroni di casa, infatti, si presentavano al fischio d'inizio forti di una striscia positiva impressionante: imbattuti da novembre, avevano inanellato un bottino di 20 punti nelle ultime otto gare. Un ruolino di marcia travolgente che ha permesso al Potenza Picena di completare una rimonta straordinaria fino alla vetta solitaria della classifica. Ad un organico già di primissimo piano, si è recentemente aggiunto un innesto di lusso per la categoria: quel Tino Sven Susic, proveniente dal Trodica ma con un pedigree internazionale di altissimo livello, avendo vestito la maglia della nazionale della Bosnia ed Erzegovina ai mondiali del 2014.
Di contro, i biancorossi arrivavano a questo appuntamento immersi in un momento a dir poco terribile. Dopo un girone d'andata incoraggiante, la Cluentina era sprofondata in un tunnel di ben cinque sconfitte consecutive. L'ultima, particolarmente bruciante, era maturata al 94' contro il Montemilone Pollenza, portando in dote non solo zero punti ma anche la squalifica di due tra i pilastri fondamentali: il capitano Menghini e il metronomo di centrocampo Ceesay.
Il match ha dunque messo di fronte due galassie opposte: una squadra in piena ascesa verticale, spinta dall’entusiasmo del primato e da una tifoseria calorosa che per numeri e passione nulla ha a che fare con questa categoria, e un’altra impegnata a tamponare disperatamente una caduta libera che rischiava di trasformarsi in un baratro irreversibile.
La cronaca del match può essere letta come una trasposizione calcistica della Sinfonia n.3 di Ludwig Van Beethoven, la celebre “Eroica”. Un’opera che rompe gli schemi precostituiti e celebra la tempra dell’individuo contro la forza bruta del “gigante”, trasformando la sofferenza del campo in un trionfo dello spirito.
Il primo tempo rappresenta il primo movimento dell’opera, l’Allegro con brio. La “Potentina” prova a imporre subito il proprio ritmo e dopo appena sette minuti si rende pericolosa: cross di Cicconofri per l’accorrente Pistelli che, di testa, anticipa il portiere Amico ma spedisce la sfera oltre la traversa. È solo un fuoco di paglia. Appare evidente, col passare dei minuti, un approccio quasi superficiale degli uomini di Comotto, convinti forse di trovarsi di fronte a una preda facile. In realtà, la gara si rivelerà una trappola piena di insidie. La Cluentina sale in cattedra e inizia a macinare gioco. Al 13’ Mancini pennella un lancio spettacolare per Monteverde: il traversone al centro è invitante, ma Cullhaj non riesce a coordinarsi e conclude sul fondo. Al 19’ è ancora Mancini a innescare Gentili per le vie centrali; il giovane attaccante arpiona il pallone con classe ma, braccato da due difensori, calcia a lato. Al 28’ ancora un monumentale Mancini intercetta una punizione di Bigoni e lancia la ripartenza di Cullhaj; il centravanti arriva in area di rigore ma una ribattuta di un difensore gli nega il gol. Al 37’ l'ultima occasione della frazione: Cullhaj calcia, la palla carambola su Gentili che sfiora il palo, facendo sussultare tutto il settore ospiti.
Il secondo tempo, per contro, coincide con il secondo movimento di Beethoven, l’Adagio assai, la celebre marcia funebre che qui diventa solenne resistenza. È la fase di massima pressione dei giallorossi, che cingono d'assedio l'area ospite. Nei primi cinque minuti i padroni di casa collezionano corner a ripetizione: sull’ultimo, Susic svetta imperioso, ma Pieristè compie un miracolo immolandosi sulla traiettoria. Al 53’ ancora Susic scaglia una "fucilata" su punizione dai 35 metri, trovando però un Amico in stato di grazia. Al 65’ Castellano scatta sul filo dell'offside, ma il suo diagonale si spegne sul fondo.
Mister Gesuelli comprende che non è più tempo di ricami: è il momento di deporre il fioretto e sguainare la spada. Fuori l’eccellente Mancini per Torresi, e dentro Acquaviva al posto di Cullhaj per fare a sportellate con la difesa locale. Al minuto 80’ l’episodio che sembra condannare la Cluentina: contatto su Montecchiari che cade, Susic interviene per sollecitare il rialzo con modi bruschi, ne nasce un parapiglia e l'arbitro ammonisce sia lui che Pagliarini. Purtroppo per i biancorossi, il capitano era già ammonito e deve lasciare il campo, lasciando i suoi in inferiorità numerica per il forcing finale.
L’ultimo quarto d’ora è l’Allegro molto beethoveniano che conduce alla catarsi. Prima del triplice fischio, la Cluentina deve però sopravvivere a tre brividi gelidi: due conclusioni di Bartolini (90’ e 91’) che finiscono alte e, soprattutto, una magnifica parabola di Susic al 93’ sulla quale Amico compie un volo plastico, salvando risultato e onore. Al termine dei 98 minuti, la gioia catartica dei biancorossi sancisce la fine dell'incubo: la caduta libera è interrotta, l'impresa è compiuta.
(Alessandro Savi - Ufficio stampa Cluentina Calcio)
Scritto da La Redazione il 01/02/2026
















