VIS CIVITANOVA. Biancucci: "Servono arbitri più preparati"

Un inizio di campionato al di sotto delle aspettative, il grave infortunio di Alexis Clemenz e una riflessione sulla sicurezza dei calciatori e sulla preparazione degli arbitri. Sono stati questi i temi affrontati dal presidente della Vis Civitanova, Paolo Biancucci, ospite negli studi di Vera TV nella trasmissione Noi Dilettanti.
La formazione civitanovese, impegnata nel girone E di Seconda Categoria, ha conquistato quattro punti nelle prime tre gare completate, mentre la quarta, contro il Porto Potenza, è stata sospesa in seguito al grave infortunio occorso a Clemenz.
Presidente, si aspettava qualcosa di più da questo avvio di stagione?
«Sinceramente sì. Insieme a mister Fontinovo abbiamo costruito una squadra con l'obiettivo di concorrere per i playoff. Purtroppo, rispetto alla scorsa stagione, abbiamo dovuto fare i conti fin dall'inizio con diversi infortuni e l'allenatore non ha mai avuto a disposizione la formazione ideale. Avremmo voluto qualche punto in più, ma il campionato è ancora lungo e abbiamo tutto il tempo per recuperare».
L'attenzione si è poi spostata inevitabilmente sull'episodio che ha segnato la partita contro il Porto Potenza. Alexis Clemenz ha riportato la frattura di tibia e perone, rendendo necessario un intervento chirurgico d'urgenza: «Alexis è uno dei giocatori più importanti della nostra squadra. È già stato operato e, purtroppo, per lui la stagione è finita. Ma quello che mi preoccupa maggiormente va oltre l'aspetto sportivo. Il calcio dilettantistico deve essere prima di tutto un divertimento: questi ragazzi hanno una famiglia, un lavoro e una vita fuori dal campo. Clemenz avrebbe dovuto firmare un contratto di lavoro il lunedì successivo alla partita e, a causa dell'infortunio, non ha potuto farlo. Ha subito quindi un danno non soltanto fisico e sportivo, ma anche economico».
Biancucci ha espresso forti perplessità sulla gestione arbitrale dell'incontro, soffermandosi in particolare sui due interventi che hanno preceduto l'infortunio: «Nel primo episodio il giocatore del Porto Potenza perde il pallone e interviene in scivolata per recuperarlo. Onofri riesce a evitare il contatto più pericoloso e a servire Clemenz. L'arbitro concede il vantaggio e su questa decisione posso anche essere d'accordo. Il problema, secondo me, è stata la gestione complessiva della partita. Ho rivisto le immagini e ritengo che diversi interventi avrebbero meritato una valutazione disciplinare differente».
Il presidente ha poi sollevato una questione relativa all'applicazione del regolamento: «Vorrei capire meglio la norma che, secondo quanto mi è stato riferito, impedirebbe di assegnare un cartellino rosso in determinate situazioni quando viene concesso il vantaggio e l'azione termina con un gol. Non condivido che un episodio così grave possa non avere conseguenze disciplinari adeguate. Credo sia necessario fare chiarezza su questi aspetti».
Al centro dell'intervento anche una richiesta precisa ai vertici arbitrali: investire maggiormente sulla formazione dei direttori di gara, soprattutto nelle categorie dilettantistiche dove gli arbitri operano senza assistenti ufficiali: «Sono trent'anni che vivo il calcio e continuo a ripetere che la formazione è fondamentale. Arbitrare una partita di Seconda o Terza Categoria non è semplice, soprattutto quando si è soli a gestire ventidue giocatori, le panchine e il pubblico. Servono preparazione tecnica, capacità di gestione ed equilibrio emotivo. Non possiamo pensare che basti mandare un arbitro in campo perché sia automaticamente pronto ad affrontare ogni situazione».
Biancucci si è detto disponibile anche a un maggiore impegno economico da parte delle società, purché finalizzato a migliorare la qualità del servizio arbitrale: «Se servissero maggiori risorse per formare e preparare gli arbitri, sarei favorevole a un aumento dei contributi delle società. Spendiamo già cifre importanti per portare avanti una stagione e credo che investire sulla sicurezza e sulla qualità delle direzioni di gara sarebbe una scelta giusta. Non è soltanto una questione di regolamento, ma di tutela delle persone».
Il presidente ha quindi richiamato anche le società alle proprie responsabilità: «Quando un calciatore tiene comportamenti pericolosi, dovremmo essere noi dirigenti i primi a intervenire. Non possiamo chiedere sempre agli altri di risolvere i problemi. Le società devono trasmettere valori, educazione e rispetto, soprattutto perché nelle nostre squadre giocano ragazzi molto giovani. Noi abbiamo anche diversi calciatori nati nel 2009, oltre a ragazzi del 2005, 2006 e 2007. Dobbiamo essere consapevoli dell'esempio che diamo loro».
Proprio l'attenzione ai giovani e al valore sociale dello sport rappresenta uno degli aspetti più importanti dell'attività della Vis Civitanova. Da anni la società collabora con Antropos, realtà presieduta da Nelio Piermattei, e con la Salesiana Vigor: «Con Antropos portiamo avanti una collaborazione alla quale tengo particolarmente. Mettiamo a disposizione materiale sportivo, un nostro dirigente segue i ragazzi negli allenamenti e nelle partite e cerchiamo di essere sempre presenti. È un'esperienza bellissima, perché rappresenta quello che dovrebbe essere lo sport: stare insieme, divertirsi e rispettarsi. Collaboriamo anche con la Salesiana Vigor per accompagnare i giovani verso il calcio degli adulti, cercando di trasmettere loro i valori giusti».
Infine, Biancucci ha voluto chiarire che quanto accaduto non ha compromesso i rapporti tra Vis Civitanova e Porto Potenza, società legate da una collaborazione consolidata. «Abbiamo grande rispetto per il presidente Andrea Mataloni. È una persona che si è impegnata molto per rilanciare il Porto Potenza e tra le nostre società esistono rapporti di amicizia e collaborazione. Abbiamo persino una squadra di calcio a sette composta da persone delle due realtà. Su quanto accaduto possiamo avere valutazioni differenti, ma questo non cancella il rispetto reciproco. Ognuno prende le proprie decisioni, mentre io continuerò a sostenere che la sicurezza dei calciatori e la sportività debbano venire prima di tutto».
Scritto da La Redazione il 16/10/2026

















