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Edizione provinciale di Fermo


CARBONI e il miracolo Salvano: "Play-out perfetto, salvezza di valore"

Il tecnico racconta il percorso che ha portato alla permanenza in Prima categoria

FERMO. Una stagione complicata, piena di ostacoli, errori, difficoltà e momenti in cui tutto sembrava girare nel verso sbagliato. Alla fine però il Salvano ce l’ha fatta. La vittoria per 3-1 nel playout contro la USG Grottazzolina ha consegnato ai rossoblù una salvezza sofferta ma meritata, costruita con il lavoro, la compattezza e la voglia di non arrendersi mai. A raccontare il percorso che ha portato alla permanenza in Prima categoria è mister Francesco Carboni, arrivato in corsa a novembre per cercare di raddrizzare una situazione già molto delicata.
«Quando sono arrivato avevamo giocato sei o sette partite ed eravamo ultimi in classifica con un punto. È stata una salvezza difficile, tribolata, davvero dura», racconta Carboni.

Una realtà giovane, quella del Salvano, nata appena tre anni fa e reduce da una crescita velocissima, tra la vittoria della Terza Categoria e il salto dalla Seconda.
«Società e ambiente magari non erano abituati a vivere momenti di difficoltà. Però quest’anno bisognava mettere in conto che sarebbe stata una stagione più sofferta del solito».

L’impatto del nuovo tecnico porta subito qualche segnale positivo. Il Salvano rialza la testa, conquista punti preziosi e riesce a lasciare l’ultimo posto.
«Abbiamo vinto qualche partita e siamo riusciti a tiraci fuori dal bassofondo, però è rimasto sempre il problema dei gol subiti. Ne abbiamo presi troppi durante tutta la stagione».

Carboni analizza senza cercare alibi.
«Molti gol sono arrivati da errori individuali, una volta uno, una volta un altro. Errori che hanno condizionato i risultati e che alla lunga hanno inciso anche dal punto di vista psicologico. Abbiamo perso fiducia e autostima».

Eppure, secondo il tecnico, il Salvano raramente è stato davvero messo sotto dagli avversari.
«Poche squadre ci hanno realmente messo in difficoltà. Ricordo il Centobuchi, la Cuprense. Le altre partite le abbiamo quasi sempre giocate alla pari. La differenza spesso l’hanno fatta i nostri errori dietro e quelli davanti alla porta avversaria».

Nel girone di ritorno arrivano venti punti e anche la concreta possibilità di evitare i playout.
«Potevamo salvarci direttamente ma abbiamo buttato via due occasioni enormi. Una proprio contro la USG Grottazzolina: vincevamo 1-0, abbiamo sbagliato tante occasioni per chiuderla e alla fine abbiamo perso 3-1. Poi Acquasanta, dove potevamo chiudere il discorso salvezza senza passare dai playout e invece abbiamo sbagliato ancora».

Da lì la svolta.
«Nelle ultime settimane ci siamo parlati. Società, staff e squadra si sono compattati. Ci siamo detti che quella era l’ultima occasione per cancellare una stagione difficile».

Carboni sottolinea soprattutto la risposta del gruppo.
«Ho visto uno sguardo diverso nei miei ragazzi. L’impegno non è mai mancato durante l’anno, mai. Anzi, a volte dovevamo persino rallentare gli allenamenti perché i ragazzi spingevano sempre al massimo. Però nell’ultimo mese è cambiato qualcosa nella testa e nella consapevolezza».

Fondamentale anche il mercato invernale.
«A gennaio la società ci ha messo nelle condizioni di rinforzarci e la ringrazio per questo. Misin, Zira e Tracanna sono stati determinanti ai fini della salvezza».

Poi il playout perfetto contro la USG Grottazzolina.
«Abbiamo fatto una partita impeccabile sotto il profilo tattico, dell’impegno e della lettura della gara. Tutta la squadra ha giocato sopra le righe».

Il 3-1 finale ha chiuso definitivamente i conti e regalato al Salvano una permanenza in categoria che oggi ha il sapore dell’impresa.
«Adesso ci godiamo questa salvezza, che vale tantissimo. Del futuro parleremo più avanti».

Per ora c’è solo spazio per la soddisfazione. Perché a volte le stagioni più difficili sono quelle che insegnano di più. E il Salvano, alla fine, la lezione l’ha imparata nel momento più importante.

 

 

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  Scritto da La Redazione il 25/05/2026
 

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