YURI CROCERI. Il saluto al calcio giocato dopo una grande carriera

La lettera con il commosso ed affettuoso addio al calcio giocato di Yuri Croceri (foto), fantastico numero 10 che per oltre due decenni ha deliziato gli appassionati del gioco del calcio, ed ora è pronto per dedicarsi alla carriera di allenatore.
"Il momento che avrei voluto rimandare per sempre, alla fine, è arrivato.
Dopo 521 presenze, 116 gol e un viaggio iniziato con la Fermana e concluso con il Tirassegno, è tempo di dire basta al calcio giocato. Una decisione difficile, forse la più difficile, perché il calcio per me non è mai stato soltanto uno sport: è stato vita, passione, sacrificio, appartenenza.
Sembra ieri quando da bambino rincorrevo un pallone con gli occhi pieni di sogni. Invece sono passati anni intensi, fatti di sudore, battaglie, infortuni, cadute e ripartenze, delusioni che fanno male e gioie che restano dentro per sempre. Ogni allenamento, ogni partita, ogni spogliatoio ha lasciato qualcosa dentro di me.
Grazie calcio, perché sei stato il mio compagno di viaggio più fedele. Mi hai insegnato a lottare, a non mollare mai, a rialzarmi dopo ogni caduta. Mi hai fatto conoscere il valore del sacrificio, dell’umiltà e della condivisione. Posso dire con orgoglio di averti dato tutto me stesso, fino all’ultimo minuto, e di aver ricevuto in cambio infinitamente di più.
Non porto con me solo numeri, vittorie o gol, ma soprattutto persone, emozioni e ricordi indelebili. Questo percorso mi ha formato non solo come calciatore, ma soprattutto come uomo, ed è la cosa di cui vado più fiero.
Chiudere questo capitolo con tre promozioni negli ultimi tre anni rende tutto ancora più speciale. Un finale bellissimo, che porterò nel cuore per sempre.
Voglio ringraziare tutte le società che mi hanno dato fiducia, i dirigenti, i fisioterapisti, i magazzinieri, i custodi, gli allenatori e i loro staff, i tifosi che non hanno mai smesso di sostenermi e soprattutto tutti i compagni di squadra con cui ho condiviso emozioni, vittorie e sacrifici. Senza di voi questo viaggio non sarebbe stato lo stesso.
Il grazie più grande, però, va alla mia famiglia: ai miei genitori, a mia moglie e ai miei due figli. Grazie per ogni sacrificio fatto, per avermi sostenuto nei momenti belli e in quelli più difficili, per aver camminato al mio fianco in questo lungo percorso. Senza di voi tutto questo non sarebbe stato possibile.
Oggi si chiude una pagina importante della mia vita, ma non finisce l’amore per questo sport. Nel frattempo ho conseguito il patentino di allenatore e quindi questo non vuole essere un addio, ma semplicemente un arrivederci, magari con un altro ruolo.
Perché certi amori non finiscono mai".
Scritto da La Redazione il 26/05/2026















