NGD CUP, il ricordo diventa speranza: «Certi legami non si spezzano»

Nell’universo osservabile il numero di stelle supera il totale di tutti i granelli di sabbia presenti sulle spiagge della Terra: sono centomila miliardi di miliardi. Guardando il cielo da un punto fisso privo di ostacoli del vostro pianeta, voi potete vederne al massimo 2.000-2.500, ma nelle città, a causa dell’inquinamento luminoso, questo numero crolla drasticamente a poche centinaia. E, forse, è proprio per questa ragione che non potete vedermi.
Già. Io non sono grande come Stephenson 2-18, il cui raggio è stimato in circa 2.100 volte quello del Sole. Ma non sono neppure una “nana rossa”, sono ancora più piccola. Ma, proprio per questo motivo, sono anche la stella più longeva del cosmo e riuscirò a vivere fino a diecimila miliardi di anni, sopravvivendo a tutte le altre. Essendo nata all’alba dello scorso 14 giugno, potete facilmente immaginare quanto tempo avrò ancora da vivere e per quanto tempo ancora potrò risplendere sopra il vostro cielo.
A noi stelle non è concesso di interferire con le cose del mondo: possiamo solo guardarle e, naturalmente, illuminarle. Ieri sera, ad esempio, ho guardato con immensa tenerezza verso quel rettangolo verde dove un pallone ha ripreso a rotolare. Ho visto lacrime trasformarsi in sorrisi, sguardi rivolti verso l’alto e abbracci così stretti da far tremare le stelle più grandi. L’intero firmamento era in subbuglio, tanto che, se i riflettori si fossero spenti, la nostra luce sarebbe stata sufficiente a illuminare l’intera città.
Io guardavo verso Collevario, Nicolas verso il quartiere Pace, Giorgio un po’ di qua e un po’ di là. Erano in tantissimi ad affollare gli spalti: trecento persone al “Tonino Seri” e duecento al “San Giuliano”. E prima che la prima palla venisse giocata, in quel minuto di silenzio assoluto, il rumore del vostro amore è arrivato dritto fino a noi.
Non ve lo nascondo: sarei sceso in campo volentieri con la maglia della mia Cluentina. Avrei voluto occupare ancora una volta la mia solita casella in difesa, correre lungo la linea di fondo, sentire il morso dei tacchetti sull’erba. Ma, come detto, a noi non è concesso. Eppure, quando prima del fischio d’inizio la mia società ha consegnato la distinta all’arbitro e ho visto che in fondo a quella lista c’era ancora il mio nome, ho capito che da quel campo non me ne sono mai andato. Sapere che quel gesto si ripeterà per ogni singola gara del campionato che sta per iniziare, che il mio cartellino sarà lì a farmi da testimone a ogni fischio d’inizio, è la carezza più dolce che poteste farmi.
Ieri il campo ha detto che la Juniores della Maceratese e la Vigor Macerata hanno vinto i due gironi e si affronteranno in finale mercoledì 2 settembre al San Giuliano. Ma sapete cosa vi dico? Il risultato, la classifica, chi ha segnato e chi ha sbagliato un rigore non contano davvero nulla. Quello che conta è che Nicolas, vedendo la maglia della sua Vigor correre sull’erba del campo della Pace, sorrideva. Quello che conta è che ieri sera il dolore non ha avuto l’ultima parola.
Vedere così tanti amici, tifosi e semplici cittadini stringersi attorno ai miei genitori e a quelli di Nicolas e Giorgio, donare un contributo e iscriversi all’associazione TriStar, è stato il regalo più bello. Perché trasformare la nostra assenza in un percorso di speranza per altri giovani, per chi è più fragile e per chi ha bisogno di un faro nel buio, è esattamente ciò che avremmo voluto. Significa far sì che la nostra luce continui a costruire qualcosa di grande e di eterno sulla Terra.
A mamma e papà, alle famiglie di Nicolas e Giorgio, a tutti i nostri amici e ai miei compagni di squadra voglio dire solo questo: non cercateci nel vuoto, non cercateci nel silenzio. Quando la notte, facendosi scura, vi farà paura, alzate gli occhi. Io, Nicolas e Giorgio siamo esattamente lì sopra di voi. La nostra stella è piccolissima, è vero, ma vivrà per diecimila miliardi di anni. E per tutto questo tempo, senza stancarci mai, continueremo a illuminare ogni vostro passo, ogni vostra vittoria e ogni singolo abbraccio.
Certi legami non si spezzano. Superano qualsiasi distanza: persino quella tra la Terra e il cielo.
La stella di Daniele
I TABELLINI
Girone “San Giuliano”
Atletico Macerata – San Claudio 4-3 d.c.r.
Vigor Macerata – San Claudio 2-0
Vigor Macerata – Atletico Macerata 1-0
Vigor Macerata in finale
Girone “Tonino Seri”
Maceratese Juniores – Helvia Recina 1-0 (Fiorani)
Cluentina – Helvia Recina 4-5 d.c.r.
Maceratese Juniores – Cluentina 2-1 (Cicconetti, Gironella, Gueye)
Maceratese Juniores in finale
LE NOTE
Diverse le autorità presenti a Collevario: la vicesindaco Francesca D’Alessandro, gli assessori Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso e Riccardo Sacchi.
Al “San Giuliano” la Vigor Macerata è scesa in campo con una maglietta celebrativa recante la scritta “Resterai sempre con noi – 21 Cala”.
I RICORDI
Marco Menghini, capitano della Cluentina: «È una bellissima iniziativa che unisce il ricordo di Daniele, Giorgio e Nicolas a una serie di iniziative concrete volte alla prevenzione e all’attenzione. La presenza di così tanti spettatori è l’ennesima testimonianza della città che è sempre rimasta profondamente unita al dolore delle famiglie. Per quanto ci riguarda, posso solo dire che Daniele sarà sempre con noi, dal primo all’ultimo minuto di ogni partita».
Leandro Torresi, centrocampista, coetaneo di Daniele: «Non serviva certamente questo torneo per ricordarlo. La sua generosità, la sua disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, sia in campo che fuori, non si potrà mai dimenticare. Questa serata unisce ancora di più la città con le famiglie di questi ragazzi, in un dolore collettivo che deve trasformarsi in speranza».
Massimiliano Marcolini, presidente della Cluentina: «Quando Sandro Montenovo, presidente della Vigor, mi ha proposto l’idea di dar vita a questo torneo celebrativo, ho dato immediatamente la mia disponibilità e, come società, ci siamo subito attivati per dare una mano nell’organizzazione. È la nostra piccola carezza alle famiglie di Daniele, Nicolas e Giorgio, un simbolo della nostra vicinanza al loro dolore che ha travolto anche noi. La Cluentina è casa loro, siamo pienamente a disposizione».
Fabrizio Francalancia, papà di Daniele: «Posso solo dire grazie a chi ha organizzato e reso possibile tutto questo. Abbiamo ricevuto tante sottoscrizioni e numerose adesioni all’associazione, ne siamo felicissimi. Ringraziamo tutti, di vero cuore perché, nonostante sia passato un po’ di tempo, l’attenzione e l’affetto restano ancora altissimi. Per me, in particolare, è commovente e gratificante al tempo stesso vedere lo striscione dedicato a Daniele appeso alla recinzione del campo sportivo».
Alessandro Savi
Ufficio Stampa Cluentina Calcio
Scritto da La Redazione il 27/08/2026

















