AMANDOLA. «Non chiediamo favoritismi. Pretendiamo equità»

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ufficiale dell’ASD Amandola Calcio 1954
AMANDOLA. Dura presa di posizione dell’ASD Amandola Calcio 1954 dopo quanto accaduto sabato scorso ad Acquaviva Picena. La società contesta la direzione arbitrale, ritenuta penalizzante, e chiede agli organi competenti maggiore attenzione, trasparenza e uniformità nell’applicazione del regolamento.
«Dopo essere passati in vantaggio per 2-0 – si legge nel comunicato – abbiamo assistito a una direzione di gara che riteniamo gravemente penalizzante, con decisioni che hanno inciso sull’esito di una partita contro una possibile diretta concorrente per gli obiettivi stagionali».
Nel mirino i tre calci di rigore concessi agli avversari, dei quali la società contesta la legittimità: il primo sarebbe stato assegnato per un fallo commesso fuori area, mentre gli altri due sarebbero scaturiti da contatti fortuiti tra spalla e braccio, con gli arti aderenti al corpo. Contestata anche la gestione disciplinare, giudicata eccessivamente severa nei confronti dei propri calciatori. In particolare, l’Amandola solleva dubbi sia sulle ammonizioni, sia sulle due espulsioni, ritenendo poco chiara la dinamica degli episodi e lamentando una evidente disparità di trattamento rispetto a situazioni analoghe.
La società critica inoltre l’atteggiamento del direttore di gara e il sorrisetto provocatorio dopo ogni decisione avversa, sottolineando le conseguenze della sconfitta, tra punti persi e due giocatori che saranno indisponibili per squalifica nelle prossime gare. Un danno che, secondo il club, potrebbe pesare sul cammino stagionale.
«Abbiamo investito risorse economiche, lavoro e passione per riportare questa società dove ritiene di meritare di stare. Dietro la squadra ci sono dirigenti, sponsor, calciatori, tifosi e un’intera comunità che crede nel progetto. È nostro dovere tutelare questo impegno e chiedere una competizione regolare, nella quale tutti possano giocarsi le proprie possibilità alle medesime condizioni».
L’Amandola ricorda inoltre di aver già segnalato in passato episodi controversi relativi a recuperi, fuorigioco, rigori ed espulsioni. Da qui anche le perplessità sulle designazioni arbitrali per una gara ritenuta delicata, pur precisando di non voler mettere in discussione la buona fede personale dei direttori di gara.
«Perdere fa parte del calcio. Accettare un risultato quando è il campo a determinarlo è un dovere sportivo. Accettare senza poter sollevare dubbi decisioni che riteniamo determinanti è un’altra cosa».
La richiesta agli organi competenti è quindi quella di esaminare gli episodi contestati, valutare l’adeguatezza delle designazioni e garantire direzioni di gara all’altezza delle responsabilità in gioco.
«Non chiediamo vantaggi, rigori regalati o trattamenti di favore. Chiediamo soltanto ciò che dovrebbe essere garantito a ogni società: equità, rispetto e uniformità nell’applicazione del regolamento. Continueremo a lottare sul campo, ma chiediamo che il nostro percorso non venga condizionato dalle decisioni arbitrali. Il campo è il giudice imparziale di questo sport, i direttori di gara devono garantire l’applicazione delle regole, non diventare i protagonisti dei sabati pomeriggio».
La conclusione del comunicato ribadisce la volontà di difendere i propri colori e la dignità della società nelle sedi opportune: «Non chiediamo favoritismi. Pretendiamo equità».
Scritto da La Redazione il 26/10/2026
















