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A chi serve un 20-0 nelle gare dei bambini? La riflessione di Pancotto

L'abbiamo scritto più volte, anche molti addetti ai lavori criticano la formula del Comitato regionale, ma anche in questa stagione nei campionati giovanili si assiste a risultati tennistici. Risultati che non fanno bene nè a chi vince e nè a chi perde.
Una riflessione sensata ci arriva da Frediano Pancotto (foto), responsabile del settore giovanile del Montecosaro: "Nella fase di qualificazione ai campionati regionali ma anche nell'attività di base soprattutto nella parte autunno inverno, si assiste a gare con risultati inverosimili...oltre 20 ma anche 30 gol di differenza - è la sua analisi -. In veste di dirigente di calcio mi sento in dovere di denunciare questo scorrere delle cose, e non perché sia capitato che la società per cui opero abbia subito tali goleade, ma semplicemente perché la domanda da porsi può essere una sola: a chi e cosa serve? Alla squadra che li rifila? Non credo, perché è il più tempo trascorso a mettere la palla al centro che per costruire azioni di gioco. A chi li subisce tanto meno perché il contraccolpo psicologico può essere devastante. Vai a spiegare che spesso tali situazioni sono principalmente legate ad una differenza fisica legata all'età, un anno o sei mesi a quell'età è una falla incolmabile. A soddisfare l'ego di qualche allenatore presuntuoso che magari misura la propria bravura e capacità in base al numero di gol che riesce ad infliggere ad un avversario non ancora pronto. Dal mio punto di vista la Federazione potrebbe porre un rimedio. Un'idea sarebbe quello di porre un divario massimo di 10 gol oltre il quale non vengono più messi a referto dall'arbitro e si riparte con una rimessa dal fondo o meglio ancora con un rigore per la squadra che subisce. Magari la partita diventerebbe più utile per tutti, a chi è superiore perché potrebbe in questo modo allenare altre caratteristiche diverse dalla finalizzazione verso un portierino che ancora vede la traversa come una metà troppo lontana. Chi è più debole non subirebbe traumi psicologici per colpe che spesso sono imputabili solo ad un divario fisico. Chissà forse questi allenatori sarebbero in grado di formare più calciatori di alto livello pensando meno al risultato".

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  Scritto da La Redazione il 08/10/2019
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