Vincenzo Morreale, il futuro del Montegranaro è "assicurato"

Vive a Civitanova Marche, 44 anni, sposato con figli, lavora nel ramo assicurativo. “Perché ho una famiglia da mantenere, mi piacerebbe vivere di calcio, ma è un mondo aleatorio e almeno qui le provvigioni sono sicure”. E’ uno che ha testa sulle spalle Vincenzo Morreale (foto). Partiamo con una curiosità: a inizio anni Novanta gioca in C2 a Gubbio insieme a Marco Giampaolo. Non solo. Col tecnico del Cesena condivide la stanza: “Già allora si vedeva che aveva una marcia in più, che era un predestinato: noi alla sera uscivamo per andare a divertirci, lui restava in stanza a studiare schemi e metodi di allenamento”. Comincia a tirar calci nel settore giovanile della Castellarina di Mariano Ciccarelli (’77-’78), poi passa alla Civitanovese dove Gegè Di Giacomo lo fa debuttare a 17 anni in C1 (“Ancora me la ricordo la partita, era Civitanovese - Galatina”). Poi San Severino Marche, Tolentino, ancora Civitanovese, Gubbio. Ruolo? “Ero la classica ala destra, tutta corsa e volontà”. Uno con due polmoni così. Da giocatore vince due campionati e sempre con mister Venturini: a Tolentino e a Jesi. A 31 anni appende le scarpette al chiodo, “non avevo più stimoli, volevo fare l’allenatore”. E proprio da allenatore di gavetta ne macina tanta: Pulcini e Esordienti con Risorgimento e Vis Civitanova, poi il Tolentino (“Devo ringraziare Colotti e Ercoli che mi hanno dato la possibilità di allenare in un grande settore giovanile”). In cremisi due stagioni di Juniores e…4 partite in serie D al posto di Zannini. “Proprio in quel momento ho capito tante cose - ammette oggi - la prima è che non ero pronto per quelle categorie. Ho commesso più errori in quel mese che in tutti gli anni precedenti”. E con umiltà torna tra i giovani, lo fa a Macerata ma la società è quella squattrinata di Ulissi e allena un anno gratis. Poi c’è la chiamata in Promozione da parte del Porto Sant’Elpidio, “una società che a tecnici emergenti dà spesso la possibilità di lavorare”. Qui dimostra di saperci stare in panchina. In bacheca mette due stagioni da playoff con una finale di Coppa Italia (persa con la Cagliese). Ora il Montegranaro. “L’Eccellenza è un campionato professionale - confida - il primo obiettivo è mantenere la categoria con dignità ma non nascondo che ci vuole ambizione nella vita come nel calcio…e non ci poniamo limiti”.
Scritto da La Redazione il 07/08/2011
















