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Edizione provinciale di Ancona


Mario Vivani: "La mia Fortitudo Fabriano spavalda e grintosa"

Mario Vivani (foto) allenatore della Fortitudo Fabriano, il 4 settembre esordio con un sapore particolare per lei...
"Incontrare la Cagliese all’esordio è dura. Ho una grossa stima della squadra, conosco tutti i ragazzi, bravi e seri nel loro impegno e sanno giocare al calcio. E’ una squadra amalgamata, e lo scorso anno lo ha ampiamente dimostrato. Non hanno bisogno di tempo per provare schemi ed coesione tra i reparti, sono collaudatissimi. Avrei preferito una squadra che ha cambiato molto come noi ma in fin dei conti non importa".
 
Questo non vuol dire partire con un gap...
"Noi dovremo essere bravi. Molto bravi a superare questo tipo di difficoltà: una squadra giovane contro una squadra collaudatissima. Tolto il male iniziale,  il resto è e sarà  solo positivo. Non dobbiamo fare la corsa contro la Cagliese che secondo me è una mina vagante del prossimo campionato, ma soprattutto contro squadre che hanno un organico ben assortito. In definitiva tutti possono fare bene, ma anche noi possiamo dire la nostra".
 
Dall’inizio della preparazione ad oggi?
"Sin d’ora sono molto contento, soddisfatto. Non abbiamo ancora del tutto finito ma tutto andato come mi aspettavo. I ragazzi hanno sudato le proverbiali sette camicie evidenziato volontà, grinta e determinazione".
 
Le varie amichevoli hanno dato risposte positive?
"Abbiamo fatto un buon precampionato, incontrando maggior ostilità contro le formazioni di categorie inferiori, dove la loro voglia di ben figurare ci ha creato non poche difficoltà. Unica nota negativa contro la Castelfrettese dove i ragazzi hanno subito tre gol in poco tempo senza dimostrare alcun tipo di reazione".
 
Le maggiori peculiarità dei giovani della Fortitudo Fabriano...
"Le nostre doti sono la spavalderia, l’entusiasmo, la grinta, la voglia di emergere e di graffiare il proprio nome e quello della squadra in questo campionato. Mantenere la concentrazione. Andare in campo senza tentennamenti e paure. Dobbiamo affrontare il campionato così e solo così possiamo toglierci delle belle soddisfazioni. E’ dura, sarà molto dura, ma non vogliamo fare la fine di alcune formazioni dello scorso anno. Io mi assumo tutte le responsabilità se i ragazzi sbagliano. Sono io che li guido nel mondo del calcio e loro devono capire se sbagliano una volta è comprensibile ma ricaderci è brutto. Sbagliare è lecito, soprattutto nel limite delle capacità e qualità che ognuno ha".
 
Tra poco inizia il campionato, una bella avventura...
"Non la prendo né come una scommessa né come un’avventura. E’ una cosa molto importante per me la prendo come un dato di fatto. Moltissime società dovrebbero prenderne esempio. Non perché stiamo facendo chissà cosa, ma perché il mondo del calcio è dei giovani. Con tutte le difficoltà che possa comportare, il mondo è di loro. Noi ormai abbiamo detto la nostra, lasciamo spazio ai giovani. Posso affermare che la Fortitudo è un'ottima squadra che mette in pratica un buon calcio. Gioca in maniera aperta e senza alcun timore riverenziale".
 
Quindi anche gli allenatori devono essere giovani...
"Anche gli allenatori devono essere giovani. Farsi le ossa, sbagliare per poi vincere. Solo così avremo un futuro roseo nel mondo del calcio. Anche il mio vice Gabriele Polselli è giovane ma soprattutto bravo e dopo questa stagione sarà prontissimo per il salto di qualità. Ha doti e capacità da vendere. E sono convinto che riuscirà a far bene".
 
Obiettivi?
"Noi dobbiamo battere i due record negativi delle sfortunate società dello scorso anno. Poi credere e vincere con i giovani del nostro vivaio anche perché abbiamo alcuni ragazzi del settore giovanile della Fortitudo molto interessanti..Alcuni ancora acerbi non ancora pronti per il salto di qualità, ma con lo spirito e la voglia giusto i risultati non tarderanno. Ci sono giovano delle società vicine alla Fortitudo anche loro molto bravi ed interessanti".
 
La Fortitudo in definitiva c’è…
"Ci stiamo amalgamando in ogni reparto. E devo ringraziare il DS Luca Benigni, perché è stato bravo a pescare nelle categorie inferiori ragazzi con la voglia e lo spirito giusto. Ragazzi che saranno ben presto pronti a fare il salto di qualità. Sono convinto dei nostri mezzi, in caso contrario non starei qui. E credo moltissimo nei miei ragazzi. Li apprezzo per il loro sacrificio. E loro apprezzano ciò che la società sta facendo. Tutti lavorano per un bene comune".

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  Scritto da La Redazione il 31/08/2011
 

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