"Arbitri inadeguati e incapaci". Fortitudo Fabriano: ci ritiriamo!

Dalla A.S.D. FORTITUDO FABRIANO (nella foto il presidente Bruno Zamparini) riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata al presidente della Figc Paolo Cellini e al presidente del Cra Marche Gustavo Malascorta:
"La Fortitudo Fabriano non ci sta e dopo l’ingiusta sconfitta patita domenica scorsa, ha deciso di fare sentire la propria voce. Non è costume della società, che vanta nell’entroterra marchigiano un settore giovanile di ottima qualità, di sindacare sul comportamento dei direttori di gara, ma questa formale protesta è dettata dal profondo stupore e dallo smarrimento completo causato dai continui episodi verificatisi nei confronti della Fortitudo stessa. Sin dalla realizzazione della squadra, è stato ben chiaro il nostro intento: offrire la possibilità ai ragazzi del settore giovanile di crescere, di mettersi continuamente in discussione e sentire nei propri cuori i limiti da superare, per essere uomini.
Noi vogliamo alimentare il fuoco della passione che anima i nostri atleti, quella passione che è energia vitale per il mondo del calcio, quel mondo che permette ad un bimbo di città di realizzare il sogno di giocare in un rettangolo verde. Vogliamo giovani che non corrano in punta di joystick, ma che si confrontino in competizioni vere, sane e che alla fine stringano la mano ad un avversario in carne ed ossa! Stessi ed identici propositi della F.I.G.C. sia nazionale che regionale. Ma non la stessa considerazione. In campo i ragazzi sono letteralmente surclassati dall’esperienza di chi preferisce “vecchi” ai giovani, in campo sono subissati di parole pesanti, mai alcuna tutela da parte della terna arbitrale nei loro confronti. Anzi, poiché son molto corretti, non si lamentano quasi mai, fa meraviglia quando qualcuno di loro tenta ad alzare la voce. Di contro si alza solo il cartellino giallo (54 ammonizioni in una squadra di soli giovani con età media 19 anni, 6 espulsioni, 11 giorni totali di squalifica non rendono giustizia ai nostri ragazzi dipingendoli come dei veri e propri guastafeste). Questi atteggiamenti riguardevoli, falsano completamente i valori in campo. Di certo non siamo e non saremo, per il prossimo futuro, una squadra vincente, ma di sicuro una squadra di giovani. Ben sedici fuoriquota all’esordio.
Giovani che sanno accettare la sconfitta per demerito e non per decisioni assurde o per avvincenti atti di protagonismo. Durante questo campionato, gli arbitri hanno avuto costantemente un atteggiamento irrispettoso nei nostri confronti, lasciando fluire le “parole pesanti” di chi è più smaliziato, lasciando correre falli al limite della correttezza, azzittendo sempre i nostri ragazzi con la reiterata minaccia di spedirli anzitempo sotto la doccia. Abbiamo avuto sempre pazienza. Sempre rispetto per l’errore umano. Ma quanto è accaduto domenica non può essere lasciato comodamente chiuso in un cassetto.
Continue provocazioni mai sancite, continui falli mai puniti. Ma non è possibile decretare un rigore solo perché un assistente di linea si fa condizionare da persone che non dovevano essere sul campo, facendogli notare una animata discussione tra due giocatori. Non è possibile cacciare via dei ragazzini di 10 anni colpevoli solo di non indossare il fratino colorato nel fare i raccattapalle (solo un minuto per andare a prenderli). Poi giustificazione della propria azione adducendo il motivo che giocavano con la palla dietro le porte.
Giustissima l’espulsione del nostro portiere per apostrofato, nell’ingresso degli spogliatoi, l’arbitro. Come giusta e sacrosanta la sua assenza nella prossima partita. Ma chi punisce il signore in giallo che ha risposto con la stessa veemenza, e con lo stessa grossolanità al nostro portiere?
Sarebbe ancor lunga la storia, ma cadrebbe nel vuoto, nel più completo disinteresse, ma vedere le lacrime agli occhi dei ragazzi all’uscita dal campo ti spezza il cuore. Ti accorgi che tutto il lavoro sin qui fatto, tutti i sacrifici sono stati abbattuti dalla vanagloria.
Purtroppo, tolte alcune eccezioni, la classe arbitrale sembra essere davvero inadeguata. Ma è davvero solo inadeguatezza? Questa situazione (leggere per credere tutti i commenti e comunicati vari delle società) è accettata con serenità soltanto dai più forti (in campo e fuori): solo i grandi traggono vantaggi dalla mediocrità che pervade il calcio e la sua classe arbitrale. Va di moda definire le assurdità dei direttori di gara "errore umano e in buona fede". Ma qui di buona fede ne vedo davvero poca: non si tratta di un rigore concesso o meno, ma proprio dell'abc del manuale del gioco del calcio, dove per il medesimo fallo si usano non due ma tre, quattro e a volte cinque metri di giudizio. Si tratta proprio di incapacità, un'incapacità di cui, a turno, tutti possono beneficiare e tutti patire. La buona fede vorrebbe che si alzasse la mano e si dicesse: "E' vero, non siamo all'altezza", invece in malafede si va avanti rifilando le colpe ad altri.
Ma il perdurare di questa situazione, avviliti e profondamente scossi ci costringe a pensare “Vale la pena continuare ?” Il Consiglio Direttivo, che si riunirà in settimana, valuterà se:
1. Non scendere in campo domenica 27 contro il Real Montecchio
2. Presentarsi con una squadra del settore giovanile
3. Onorare sino in fondo l’impegno preso con i ragazzi e terminare il campionato, per poi trasferire la propria sede legale ed amministrativa in altra regione.
Di certo le prime due ipotesi falseranno abbondantemente l’esito del campionato stesso. Queste sono le considerazioni, anche perché siamo stati penalizzati oltre i nostri demeriti. La nostra lettera desidera risposte certe e aperte: aperte ai nostri ragazzi, cui la società’ ha l’obbligo di difendere i loro sforzi, alle persone che amano il calcio, al piccolo tifoso fabrianese orgoglioso di rappresentare un esempio per correttezza e ospitalità: ospitalità e correttezza che abbiamo anche sempre avuto verso gli arbitri. Vogliamo correttezza, professionalità, rispetto: la ESIGIAMO. Anche noi sappiamo individuare gli errori arbitrali: per questi non protesteremo. Per la mancanza di rispetto e di decisioni assurde, sì".
Scritto da La Redazione il 23/01/2013
















